<!– I conti e l’oste –>


Lara è un osso duro! Con le donne è impossibile fare preventivi o immaginare; trovano sempre un modo per stupirmi, che sia un colpo di felicità inattesa o una delusione che ha il sapore della terra bagnata in bocca quando cadi e sbatti il muso sotto la pioggia.


È proprio bella Lara. Se non avessi la regola ferrea di proteggere gli innocenti (e i colpevoli), ne mostrerei il viso da bimba con gli occhioni grandi e bruni, il corpo snello e modellato con il seno un po’ troppo grande (oh mamma mia oh mamma mia), il sedere sodo in cima a quelle gambe affusolate, così spesso esibite con sapienti gonne corte…


L’ho scarrozzata dappertutto. Ho perso quasi due giornate di lavoro in un momento delicato in cui invece avrei bisogno di concentrarmi. Mi sono dedicato a renderla felice – beh, per quello che potevo. Non rimpiango ciò che ho fatto, ma se fossi stato al posto suo avrei pensato “beh, questo ora me lo scopo a dovere!”.


Invece no – da come si mettono le cose mi sa che non me la dà. Poverina, non sa quello che si perde. Secondo me di italiani ha un’esperienza molto limitata, se pure ce l’ha. Ma in fondo non è niente di grave: morto un papa se ne fanno un altro paio.


Vada come vada, ne è valsa la pena. Riesco comunque a godere della sua vicinanza, dei suoi sorrisi e della sua energia, se non del suo corpo. E una pausa con Teresa ci voleva.

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