Oggi non è proprio giornata. Tanya – si chiama così – era ubriaca come un tonno; quando l’ho chiamata ha risposto dopo 100 squilli, era in stato confusionale e aveva dimenticato quasi tutto il poco italiano che sa.


– Ciao, Tanya, come stai? Allora sei libera?

– Amorre mio, amorre mio… ho bisonio tui baci, abracci…

– Ahaaa, sì, sì, che bello. Dove sei? Vengo da te subito!

– Nu io ho bisonio tu vieni a me, volio tuoi bacci….

– Va bene, sì, OK, vengo. Dove sei?

– Я у себя дома, я же тебе сказала. Приезжай ко мне быстрее!

– Uh… no, non me l’hai detto che sei a casa. OK OK sei a casa. Capito, casa… (scandito lentamente) … dove abiti?

– … (parole incomprensibili, canzoni russe sparate a tutto volume)

– Voglio dire: dove è casa tua?

– Mio marito, no, fidanzato, non è marito, non c’è il fidanzato. Volio tu vieni a me, perché non vieni? A casa, a casa…

– (Rassegnato, abbandonando ogni parvenza d’italiano corretto) Dove è tua casa? Dici a me, io non so dove è tua casa, non posso venire!

– как тебе объяснить… difficcile, skuza, извини, я немного напилась, мне тяжко… è strada grande dopo incrocio…

Per farla breve, dopo 4-5 minuti di delirio piagnucolante ho rinunciato. Vatti a fidare di un’ex acrobata ubriaca.

Alla fine neanche oggi ho combinato granché: c’era il richiamo della foresta che mi rimbombava nella testa e come tutti sanno è difficile concentrarsi quando il tuo più caro e intimo amico ti urla nelle orecchie (o altrove).

Alla fine andrò da Marta. Ci vedremo un po’ di televisione radical-chic in compagnia dei soliti pochi ma buoni. Donna eccezionale Marta, ho un bel po’ di aneddoti ed episodi che la riguardano ma non è questo il momento.

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