<!– Attento a quel pollice –>

Ieri ho (quasi?) fatto una fesseria. Ho mandato a Luciana un SMS che era destinato a Tanya, l’acrobata erotomane ubriaca.



Hello, I am Juan, the dancing
guy. I want to meet you this
afternoon,I will call you a
little later so you can explain
me where’s your house…

Il fatto che il messaggio sia in inglese non migliora le cose.

L’errore è nato da uno scambio di SMS con Luciana: lei che diceva della sua gita a Stratford-upon-Avon e che però le mancavo, se c’ero io era meglio, e io che rispondevo “a chi lo dici… se tu fossi qui, non hai idea di cosa ti farei” (retorica da strapazzo: lei in realtà un’idea ce l’ha). Nel ciclo messaggio-risposta s’è inserito un elemento estraneo (Tanya in trip alcolico). Mentre il mio pollice frettoloso consegnava al suo destino un maldestro messaggio di servizio, ho realizzato la catastrofe prossima ventura, spegnendo il telefono mentre ancora stava inviando. Il centro messaggi ha fatto in tempo a riceverlo e inoltrarlo? Chissà. È certo che il telefonino non ha fatto in tempo a copiare l’SMS nei messaggi inviati, ma questo non significa niente.

Con una vistosa coda di paglia, oggi ho contattato Luciana al computer. Lei è stata carina come al solito, per quello che si può capire leggendo parole digitate sullo schermo. Quando le ho parlato di una lunga telefonata con Fatima ieri notte, precisando che “she’s just a friend, you know…”, lei tutta a minimizzare “I don’t care, you don’t need to tell me about that.” E giù con altre affettuose amorosità. Mah.

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