<!– Perché gli uomini fanno così? –>

Molte donne pensano che gli uomini siano intrinsecamente inaffidabili, fedifraghi o comunque tendenzialmente disonesti. In parte è così, ma credo che la mente femminile media, capace di sottili sensibilità e distinzioni quando si tratta di empatia e sentimenti, dovrebbe percepire l’inadeguatezza di una spiegazione così semplicistica.

Si sa, la differenza fra mente maschile e mente femminile non è soltanto sociale: è anche biologica. L’argomento è trattato in maniera divertente ma illuminante in “Why Men don’t Listen and Women can’t Read Maps” di Barbara & Allan Pease. È un libretto leggero stile “tascabile americano da aeroporto”, che poi in fondo è.

È la biologia, care signore, è la biologia! – giustificazione che manda in bestia molte delle suddette signore. Normalmente la monogamia è una strategia geneticamente sub-ottimale per un maschio di mammifero (vuol dire che non conviene), ma vincente per una femmina. In altre parole: al maschio conviene fecondare fecondare fecondare, tanto ogni volta investe al più 5 g di materiale e un’oretta di tempo. La femmina invece potenzialmente investe 9 mesi passati a costruire e portarsi appresso 3-4 kg di neonato.

Capire la differenza è importante per capire i comportamenti e per influire su di essi. Una volta appurato che per motivi biologici io continuerò a occhieggiare le altre anche se ti amo, non è detto che ciò si trasformi automaticamente in un tradimento (le corna, come dice Fatima). Non è neanche vero che un paio di cornetti significhino che non ti amo più. In molte specie di mammiferi, il maschio non riesce ad avere orgasmi consecutivi – a meno che non gli si cambi la femmina. Siamo scienza, non fantascienza.

D’altro canto, la femmina vuole dedizione esclusiva. Mentre fabbrica il nascituro, ha bisogno di tanta pappa. Di una tana sicura. Alcune pretendono doti nuziali ancora più importanti. Chiedetelo alle mantidi religiose o a qualsiasi avvocato divorzista.

Insomma: interessi e obiettivi divergenti, almeno su alcuni punti. Sarebbe desiderabile trovare una sintesi fra queste esigenze: sono opposte ma non inconciliabili.

Signore, vi rendete conto del lavoro che un maschio in salute è costretto a fare per procacciarsi un po’ di われめちゃん? OK, ho capito, OK, non volete essere tradite. “Una donna alla volta”, dite con cipiglio, scuotendo severamente l’indice puntato verso l’alto. Il problema è che non si sa mai quanto durerà! Se ti affidi a una sola e rimani a piedi sei fregato: prima di trovare un’altra donna adeguata che te la dia come piace a te, possono passare settimane, mesi, ANNI!

Propongo un accordo: noi maschietti facciamo i bravi monogami senza distrarci troppo finché stiamo con una di voi, azzerando o minimizzando le corna che le facciamo. In cambio, voi femminucce non ci fate restare settimane, mesi o anni a bocca asciutta: quando un tipo passabile vi approccia, glie la date subito senza fare tante storie, azzerando o minimizzando i periodi di freddo, buio e frustrazioni infruttuose. Affare fatto?



Giustificazioni pseudoscientifiche a parte, il bilancio di oggi è comunque positivo.

(1) Molti messaggi e due brevi telefonate con Teresa, che continua il suo gioco “non sei proprio tanto male, forse te la do”. Il tè verde al gelsomino che le ho dato le è piaciuto (ne ero certo). Alla prossima occasione le regalerò anche una teiera, così se lo può preparare in quantità e temperature più appropriate.

(2) Una conferma da Natasha – ci vedremo giovedì.

(3) Un paio di messaggi da Rosaria, accompagnati da un paio di telefonate di lunghezza media. Fa la simpatica; nonostante sorrida alle mie battute e alla parte da assatanato wannabee viveur che interpreto, non perde occasione per ricordarmi che è una brava ragazza (beh, ragazza, insomma) e che di scopate instant non se ne parla proprio. Io dico: innanzi fatti vedere e accetta un incontro a due. Per quello che ne so potresti essere uno scorfano! Poi dopo che ti ho visto, discutiamo se per me la scopata instant è viabile o no.

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