Non ho ancora confermato l’incontro con la V domani; devo evitare di chiamare come uno che sta sui carboni. Lo farò all’ultimo momento, tanto è un turno pomeridiano, quindi se va a rotoli non ci perdo niente.

Invece ho confermato il turno serale con Dina. Stava lavorando, quindi non abbiamo parlato a lungo. Ha un bello stile telefonico, se dura così mi piace. Voleva fare la tipa semi-indifferente “ah, si, allora dai sì ci vediamo, beh, tanto non ho altri impegni… voglio dire politicamente…” (è candidata alla Camera). Non vuole sembrare troppo disperata, suppongo. Fa quasi tenerezza!

Sono indeciso se portare Dina a bere qualcosa o a cena. Dovrei avere tutto deciso prima di parlarci di nuovo, sarebbe meglio, ma sono a corto d’idee e non conosco bene la sua zona. Beh, qualcosa me la inventerò.

Il concerto di stasera mi è piaciuto. Il locale era piccolo ma carino ed accogliente. Viste le dimensioni della sala, siamo andati senza batteria. Tutto parquet e mobili di legno, un suono molto vivo e caldo. Abbiamo suonato bene senza annoiarci mai, anche perché in questa formazione particolare non ci s’incontrava da un po’.

Teresa è arrivata in perfetto orario, con l’amica (beh, non voleva venire da sola, mi sembra anche giusto). Le ho fatte sistemare in un mezzo tavolo molto vicino al palco (c’è voluto un po’ di lobbying con gli altri 3 occupanti). Si sono trattenute fino alla fine, anzi, hanno aspettato che smontassi e si sono fatte scortare. Mi ha accennato la sua proposta per il Lunedì in Albis, ma non avevo voglia di parlarne in quel momento – ho veramente altri inviti, e se non mi porta alcun progresso non mi va di passarlo lontano dai miei amici. Però era bellissima… elegante, tirata, truccata come al solito, con un filo di coscia in vista… oh mamma, yum yum.

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