<!– La casa di Sara –>

Bella, la nuova casa di Sara. Ariosa, con soffitti altissimi a volta, mura spesse d’altri tempi e un camino funzionante. Arredata con giusta parsimonia in stile mezzo new age, mezzo equo e solidale.

Come ai vecchi tempi. Di bottiglie ne ho portate due per sicurezza: un Lacryma Christi del 2006 – giovincello ma presumibilmente tignoso e già un po’ impegnativo – e un Cabernet californiano morbido e senza pretese. Come prevedibile, ci siamo dedicati a quest’ultimo. Sara ha preparato una cenetta come lei: vegetariana, sincera, bilanciata e appetitosa. Abbiamo parlato di politica; con le elezioni che si avvicinano è inevitabile. Siamo d’accordo sugli ideali, ma abbiamo percezioni diverse di quello che è possibile realizzare nella realtà. Poi siamo passati ai sentimenti. Rapporti fra i sessi, è sempre il piatto forte con lei. Se le chiedessi sempre consiglio prima di fare cavolate, avrei un tasso di successi quasi doppio.

Oggi non c’era tempo né spazio per incontrare nessuna. I quartieri bassi brontolano. Se continua così sacrifico un altro gattino.

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