<!– Grazie, Claudio –>

Oggi non ho ascoltato altro che la Suite Bergamasque di Debussy; in tutto diciotto minuti scarsi di musica. Dei quattro movimenti che la compongono, il terzo – Clair de lune, andante molto espressivo, è di gran lunga il più famoso; così famoso da oscurare gli altri tre. La melodia è memorabile e l’armonia serve a colorarla con cascate di luci e ombre.

A me piace molto il Preludio, a tempo moderato e abbastanza libero, in fa maggiore. Ha una forma grosso modo ad arco, con la parte centrale che si apre delicatamente su un la minore persistente prima di intraprendere il ritorno verso il fa per la chiusura dell’arco.

Il movimento finale, Passepied, a tempo vivace (allegro ma non troppo) è in fa diesis minore e ha un’armonia generalmente un po’ più tradizionale (meno “impressionista”, per usare un termine che Debussy stesso detestava). Quando si conclude dà un senso di compiutezza a tutta la suite e si può spegnere felicemente. O ricominciare da capo.

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