<!– Anna –>

Anna l’ho rimorchiata un sabato in un locale, un disco bar. Era l’una
di notte, ero già stanco morto, stavo con Peppe, ce ne stavamo quasi
tornando a casa, e invece lui fa: “dai, affacciamoci un attimo lì
dentro, ci prendiamo giusto ‘na birretta e poi a nanna…” Non ho saputo
dire di no. Beh, come entriamo c’è questa tipa al bancone, ha davanti un
cocktail colorato quasi finito. Lì per lì non la noto, ma poi la guardo
per caso negli occhi e mi dicono qualcosa. Ha un viso regolare,
triangolare, sincero e interessante. Occhi grandi, un po’ a mandorla. È
alta e ben fatta, dalla costituzione solida. Non parliamo, ma ci
guardiamo molto, senza dissimulare, con tranquillità. Io bevo
rapidamente la birra e quando sto per andarmene le chiedo se viene con
me. “Sono un tipo tranquillo”, le dico. “Ci divertiamo giusto un po’,
musica, qualcosa da bere. Non violento le ragazze. Non la prima sera
:-)”. Lei non fa quasi storie e viene con noi.

A casa si canta e si suona sottovoce. Lei è incantata, dev’essere
sensibile alla musica. Buono a sapersi. Mi guarda con occhi sempre più
interessati. Peppe alla fine capisce e toglie il disturbo. Senza dire
una parola Anna e io ce ne andiamo in camera.

Nuda è meno bella che vestita, più indifesa, sembra avere meno
classe. Mi aspettavo che fosse rasata con cura, o almeno con qualche
acconciatura particolare; invece no. Ha riccioli abbondanti e anche un
po’ troppo estesi per i miei gusti. In compenso ha un odore bellissimo,
sa di fresco. Facciamo l’amore senza stranezze, il tutto si svolge in
un’oretta. Lei vuole tornare a casa, non dorme da me. Bene, fai come
vuoi, ciao. Mi addormento felice. Una conquista così facile non mi
capita spesso.

Il giorno dopo mi manda un SMS con un cuoricino. Non si sarà mica
innamorata? Ho da fare, non ci penso. Poi nei giorni che seguono
continua a mandarmi cuoricini e bacini telefonici, dicendo che quando
voglio ci possiamo vedere di nuovo. Io ho altre donne, per fortuna ne ho
tante in questo periodo. Non ce la faccio a dedicarmi a tutte, non ho il
tempo né la forza né l’appetito. Preferisco qualche scopata più bella o
più interessante. Ignoro i messaggi di Anna, tranne una volta che le
mando una risposta cordiale ma generica.

Meno male che poi capita che mi ritrovo a piedi, senza compagnia, e
penso di chiamare Anna. Ci vediamo in un altro posto stavolta, due birre
e una chiacchierata. Lei è molto carina, più carina dell’altra volta. Mi
chiede se possiamo andare da me. Certo che possiamo!

Mentre ci spogliamo mi fa: “voglio il tuo succo!”. A me sembra una
bella frase invitante e mi mette molto di buon umore, sono già
durissimo. Stavolta lei è un po’ più sfrenata, mi chiede cambi continui
di posizione, niente d’impossibile, per fortuna. Missionario,
smorzacandela, pecorina. Anna sembra fatta apposta per quest’ultima:
l’angolo, il punto di contatto, la forma del sedere, tutto è perfetto.
Non le chiedo se mi fa fare un giro nell’ingresso di servizio; non
m’interessa. Col senno di poi, riconosco che ho fatto una cazzata.

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