<!– Is kissing me all you want to do? –>

Ci siamo proprio divertiti, Luciana ed io. Un po’ di turismo, una botta di shopping tanto per gradire, un po’ di coccole alimentari e tanto sesso.

Preliminari estenuanti, tanto che è stata lei a un certo punto a chiedere "is kissing me all you want to do?". Prima di concederle il beneficio totale, l’ho fatta implorare in ginocchio – letteralmente, mentre io ovviamente ero in piedi. You may be granted such privilege if you ask nicely.

Oh quanto le piacciono i giochetti! Prima del nostro penultimo incontro non l’avrei detto; forse le serve un po’ di tempo per lubrificare tutto il macchinario psicologico? Il suo macchinario fisiologico invece si lubrifica con prontezza insospettabile.

Mentre le leccavo e mordicchiavo le ginocchia e l’interno cosce, ansimava come una locomotiva vittoriana. Amo tormentarla. I miei baci si facevano più insistenti, più sfacciati, più allusivi, mantenendosi però sempre lontani dal centro del piacere. Le ho fatto assaggiare il mio attrezzo, ma soltanto l’odore. Una sfregatina… un’affacciatina… lei ormai nel gorgo che tentava di ripagarmi con la stessa moneta per farmi uscire completamente di testa…

Questi tormenti non le sono bastati: il giorno dopo all’improvviso mi ha chiesto "baciami la pancia". Adorabili eufemismi… non riesce a parlare con volgarità: nonostante sia una porcellona nei fatti, il linguaggio esplicito non cessa d’imbarazzarla. In quest’occasione ha avuto tutti i tormenti che voleva e forse di più. Mi ha fatto sentire il suo secondo orgasmo. "Mi ricordo che volevi sapere che effetto fa. Eccolo, eccolo, arriva…", ha detto. Complimenti per la memoria; non ricordavo di averglielo chiesto. Però se devo dire la verità, io non ho sentito proprio niente. Invece il trucco rivelatomi da una gentile splinderista funziona – almeno con Luciana, funziona al 100%. Ho controllato più d’una volta.

Più tardi mi ha confessato una delle sue fantasie – le piace immaginare di essere presa con la forza, violentata. Sono molte le donne che lo sognano – suppongo solo quelle che non lo hanno vissuto. Ha avuto quello che voleva la sera stessa.

Quando sono all’estero, leggo molti più autori italiani del solito – forse per spirito di contraddizione o elitismo. Le stavo leggendo ad alta voce un brano del Birraio di Preston di Camilleri (reso all’impronta in un inglese "sicilianizzato" da uno zoppicante, improbabile accento scozzese infarcito di regionalismi – methinks the feyre at the oowp’ra heus shouw wasn’ stahtet frrom a wee cigah’) quando all’improvviso mi sono girato verso di lei, senza una parola l’ho afferrata, le ho tappato la bocca e le ho letteralmente strappato via gli slip, rompendoli in modo plateale. L’ho presa senza complimenti, senza aspettare, senza preliminari, e ho cercato di concludere tutta la faccenda nel modo più energico e veloce possibile. Un vero bruto non dovrebbe mai fornire preavviso o impegnarsi in preliminari, naew shuud’ee?

Questa fantasia di subire una violenza mi era stata rivelata almeno da un’altra donna in precedenza: Alessandra. L’episodio è documentato in qualche vecchio post. Con Alessandra però non mi veniva, non so perché. Con Luciana invece è stato un raptus improvviso che ci ha lasciato entrambi sfiniti e felici. Strana cosa la chimica alle volte.

Un dettaglio che credo Luciana abbia apprezzato: in sostituzione degli slip sacrificati per la messinscena, le ho comprato un completino molto più carino, dal prezzo peraltro oltraggioso, che abbiamo scelto insieme. Una specie di antipasto afrodisiaco.

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