<!– Venere e Bacco, complice il tabacco –>

All’ultimo momento mi hanno anticipato il concerto di un giorno.
Invece del bassista che avevo già contattato, ho dovuto cercarne un
altro. Tutto regolare, tranne che un sacco di pezzi non li sapeva,
quindi il repertorio è stato un po’ rimaneggiato. La serata si è svolta
piacevolmente: abbiamo fatto un buon lavoro nonostante il poco affiatamento, e poi ci sono state tre belle sorprese.

Finito il soundcheck, sono uscito un po’ fuori e c’era una che
fumava; una bella mora di 28-30 anni magra, scura e sensuale. Non volevo
guatarla sbavando, ma con la coda dell’occhio non ho potuto fare a meno
di apprezzarne la figura impeccabile e i vestiti eleganti nella loro
semplicità. Con la coda dell’orecchio ne ho gustato la voce flautata
mentre telefonava a qualcuno che sarebbe arrivato più tardi. Hmmm. Mi ha
lanciato un sorriso mentre anch’io accendevo una sigaretta.

Rientrato, ho avuto la prima piacevole sorpresa: la tipa sedeva a un
tavolo in prima fila, vicino al palco, tanto che per prendere posto
dietro al piano ho dovuto chiedere alla sua pur notevole dirimpettaia,
castana e piccolina, di spostarsi un po’. Ho anche attaccato un po’
discorso con la scusa del Gewürztraminer. La sorpresa è diventata
delizia quando la cantante, vista la brunetta, e’ corsa ad abbracciarla
come se fossero vecchie amiche. Infatti lo sono. Non ho mancato
d’informarmi con discrezione, e sembra che la tipa sia single. Difficile
da credere. La cantante, che ormai mi conosce bene, ci ha tenuto a
precisare subito che “nonostante l’aspetto, è una ragazza seria e non si
fa avventure. Ti ci devi proprio mettere se vuoi farci qualcosa!”. Non
so se è vero però. A me non sembrava. Cercherò d’incontrarla appena
possibile per una verifica.

A serata inoltrata – il primo set stava per finire – è arrivata
Teresa con l’amica. Seconda sorpresa! Era tutta sorridente. Mi ha
chiesto com’è andato il viaggio. “Molto bene, mi ci voleva proprio un
po’ di turismo”, ho risposto. Se ne sono andate presto, ma il fatto che
sia venuta pur dovendo percorrere una buona quarantina di chilometri mi
fa ben sperare.

La terza sorpresa? Un Refosco dal peduncolo rosso del 2002 (Livon)
che mi ha dato momenti di gioia – offerto dalla casa. Ce ne siamo
scolati una bottiglia in tre. Il bassista è astemio, poverino.

Alla fine del concerto c’era uno – mi hanno assicurato, completamente sobrio – che si è prodigato in lodi sperticate per la musica, infarcendole di riferimenti cinematografici. Non sono riuscito a non dirgli “a proposito, assomigli parecchio all’archeologo de La rosa purpurea del Cairo“. E lui: “Jeff Daniels, sì, è vero.”

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