<!– Ancora sulle salme –>

Una salma è una donna che a letto è vitale come un ghiacciolo al gusto di lumaca. Colleziono espressioni colorite per designare questo sgradevole tipo umano, e ho già chiesto contributi che, ahimè, tardano a giungere.

Ho interpellato due consulenti per la lingua coreana. Secondo la prima, si potrebbe dire 목석 (mok seok), che significa qualcosa come “legno e pietra”. In realtà questo lemma indica qualsiasi persona insensibile, quindi non è abbastanza specifico per me. Mi sono quindi rivolto a una seconda consulente, che ha suggerito 시체 (si che), che invece significa “corpo morto”. Il dettaglio che mi ha colpito è che entrambe hanno sentito il dovere di precisare che forse non è la parola giusta; “non sono sicura, perché sono una ragazza. Chiedi a un uomo.” In Corea c’è tanta segregazione linguistico-sessuale? Non pensavo. E poi mi meraviglio che non abbiano mai sentito fare discorsi del genere in un film o da un cugino o un conoscente: almeno una delle due so per certo che non è né un mokseok né uno siche, me la immaginavo più documentata.

Per il portoghese brasiliano, mi sono rivolto a un’amica che è certamente documentata: lì non serve chiedere a nessun altro. Mi dice che l’unico modo di dire che si usi è “ruim de cama”. Uff, deludente. Per il portoghese lusitano, che mi dicono essere lingua più innovativa della cugino d’oltreoceano, vedrò d’informarmi presto 😉

Aspetto contributi. Anche i dialetti italiani sono benvenuti.

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