<!– Del baby-oriented ambient, ovvero ninne nanne postmoderne –>

Non ho ancora figli: sono sempre in cerca di un’anima gentile che mi fornisca una dimostrazione pratica per capire come diavolo si fanno. In compenso per il momento ho un nipotino.

Il piccolo Bruno ha una mamma un po’ new age, alla quale hanno detto che “cioè, i suoni della natura, no… cioè l’equilibbrio, lui poi dorme sereno, no… capito?” Insomma, la sua mamma è venuta da me chiedendomi se non avevo il suono di un ruscello o uccellini o qualcosa; potevo farle un CD per lui?

Per farla breve, ieri con solo tre ore di tempo libero (e un litro di oolong per entrare nel feeling giusto) mi sono messo e ho prodotto tre brani. Composto, eseguito, mixato. Fatto! Come materia prima ho usato il famoso tema “Uncle Juan”, dalle comprovate qualità calmanti (almeno su Bruno), che ho rimpastato in tre salse diverse, condendo le poche note con vari rumori d’ambiente. Mi sono sbizzarrito: carillon ed elettrozufolo vicino al fuoco in una foresta notturna con insetti canterini; un fischiettare vagamente theremin e bass marimba in ambiente subacqueo con pioggia e goccioloni, più un motore diesel (così si abitua alla vita vera con i suoi suoni); campanelli lontani in campo aperto con contorno di uccellacci e uccellini, mosconi, orsi e animali astratti.

Il bello è che essendo musica completamente funzionale, non ha pretese artistiche; si prefigge soltanto di produrre risposte comportamentali – per esempio, far sì che un eventuale rumore esterno, a cui Bruno è molto sensibile, venga incorporato nell’ensemble tranquillizzante che risuona in sottofondo. Il genere si può definire BOA, baby oriented ambient. Se vogliamo è la versione postmoderna della ninna nanna. C’è qualche colpo basso da vile mestierante: ho biecamente riciclato la musica che uso per fargli dei giochini che gli piacciono tanto – ma rubo a me stesso 😉

La mamma ha già propinato al povero Bruno questa pappa audio in fase di veglia; lui sembra aver gradito. Son soddisfazioni, cioè.

Advertisements