Un’altra giornata senza troppa storia.

Ho sentito Natasha, dice che se non fa bel tempo non ha senso vedersi. Chissà cosa significa. Quello a cui pensavo io viene meglio al chiuso, ma sono possibilista.

La V ha risposto al mio SMS e dopo si è fatta sentire via MSN. Sabato no perché vado a suonare; ma forse domenica ci vediamo. Un interesse da parte sua c’è, poco ma sicuro.

Teresa dice che vuole che la porti al cinema. No, a cena. Cioè, non lo sa, basta che ci si veda. Se pensa che sabato stia ad aspettare lei l’aspetta una sorpresa. Sopravviverà.

Luciana vuole venire in Italia quest’estate, probabilmente una settimana o giù di lì. La vorrei portare al mare. “Se puoi, vengo”, ha detto; “altrimenti non è un problema! Take it easy.” Forse non si sta innamorando, dopo tutto. Mi sa che è troppo intelligente. Pheew. La adoro.

In serata sono andato ad incontrare una tipa a una fiera di prodotti alimentari locali. È venuto fuori che la tipa stava lavorando ma non lo sapeva, poi il lavoro era in incognito ed è arrivato a sorpresa. Meno male che la fiera era interessante. Tra chiacchiere ed assaggi mi sono passate due orette niente male. Menzione d’onore a una mozzarella del casertano che gridava “MOUWWW” con l’accento africano; a un provolone irpino che sembrava podolico ma non lo era; a un Lacryma Christi rosso del Vesuvio che mi ha riappacificato con la categoria – non esattamente la mia preferita. Ludibrio a un produttore/rivenditore che voleva spacciare ricotta secca di pecora per pecorino e surrogato lituano per Grana Padano (“è praticamente identico”). Identico il mio dito mignolo, per dirla con Totò.

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