<!– Ride bene chi ride sotto i baffi –>

Il teorema funziona davvero.

Dopo essere stata a lungo ignorata, Teresa mi ha chiamato per propormi una serata a modo mezzo mio, mezzo suo. Si tratta di passare dalla sua amica per farle gli auguri di compleanno (questa è la metà a modo suo), poi andare a berci qualcosa in due (questa è la metà a modo mio), dove lascerò con grande faccia di bronzo che sia lei a pagare. È scritto nella Bibbia: se spendi troppo per lei la perdi all’istante, perché passi da “lover” a “provider”. This makes sense. Se poi quando sei già “lover” vuoi essere generoso perché ti piace vederla sorridere, liberissimo di farlo. Mai prima di aver assaggiato la braciola, però.

Quello che Teresa non sa è che anche la metà “a modo suo” ricade pienamente nei miei sordidi piani, in quanto l’amica mi aveva promesso che avrebbe adottato un gattino della mia ultima cucciolata e ormai è il momento giusto per la consegna. Beh, sarà il mio regalino di compleanno per lei! L’unica cosa che temo è che ricevendo regali così poco importanti s’invaghisca di me. Anzi secondo me già mi si farebbe ampiamente. È per questo che Teresa, che mi vorrebbe razionare la patonza secondo le proprie regole e modalità, s’ingelosisce: non mi ha mai dato il numero dell’amica, anche quando glie l’ho chiesto in modo del tutto innocente per prendere accordi su orari, gattini e quant’altro. Ora che ci penso, anche l’amica ha accennato più di una volta “certo se avessi il numero di Juan l’avrei chiamato per bla bla bla”, ma Teresa non ha mai fatto la mossa di dire “perché non ve li scambiate?”, anzi cercava di cambiar discorso – meo magno cum riso sub mustacchiis.

E a proposito di ridacchiare sotto i baffozzi, ho sentito via MSN un’amica lontana (troppo, sigh) che in precedenza faceva un po’ la preziosella. Le sue parole di oggi avevano il dolce odore della bernarda. Ammiccamenti e anche qualcosina in più. Una promessa neanche tanto velata. Spero di riuscire a vederla quest’estate. Dopo l’attesa, com’è dolce il raccolto!

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