<!– Capitolo primo? –>

Capitolo io per primo – abbandonando il gioco – o sarà lei la prima a
capitolare? Parlo naturalmente di Teresa.

Oggi mi ha chiamato per dirmi: “L’altroieri mi sentivo un po’
così… strana… avevo tanta voglia che tu mi abbracciassi…” In
effetti è vero che era stata parecchio amichevole, fisicamente incollata
a me con quel tono di voce intimo che mi fa bollire il sangue. “Sai
com’è,” ho risposto, “non volevo far ingelosire Harriet…” – bugia
immensa, ehm. La mia dev’essere stata una risposta indecifrabile, visto
che all’indiscreto indagare di Teresa sia Harriet sia io abbiamo sempre
negato, in modo del tutto veridico, di aver mai condiviso altro che
parole e musica. Keep her off balance.

Quasi immediata la mia risposta da cagnolino ubbidiente.



Ancora ripenso@tua
voce@telefono ke
X la prima volta
scandisce@voce
bassa leParole
keHoSognato@lungo.
Ho sentito qlcosa
dentro me
l’altroieri.

Bastardo? Beh, ho detto che si tratta di risposta “da cagnolino”.
Farsi cagnolino essendo gattone è già faticoso; diventa troppo pretendere che il cane sia addirittura di razza. Ad ogni buon conto, se mettiamo fianco a fianco le sofferenze mie e le sue, sto ancora sopra di un paio di kA (kiloAgonies, l’unità di misura SI del dolore). Per prolungare la metafora canina: io puppy, lei bitch.

La mia previsione è che capitola prima lei. Purtroppo, essendo la
lenta e diffidente fascistella che è, farà passare ancora un po’ di
tempo, affinché io non la classifichi come tipa facile – cosa
che non mi verrebbe mai in mente di fare, anche se aprisse le cosce a velocità supersonica (e invece per ora è ben al di sotto di
3 gradi/mese, sigh). Beh, non si può pretendere che la tapina immagini questo tipo di meccanismi con tutto il confuso impasto cattolico che ha in testa. Un’altra cosa che non capisce oggi e non capirà mai, neanche dopo che glie l’avrò spiegata, è che mi ha perso (nel senso in cui mi vorrebbe: tutto e solo suo per sempre) quando ha deciso di farmi soffrire per qualche mese tanto per salvare la virtù, la faccia o l’orgoglio di femmina inarrivabile.

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