<!– Le insidie della collega (2) –>

Mi sono dato la regola di evitare le colleghe, bene, OK, no problem.
Epperò le colleghe non si sono date la regola di evitare me;
qualcuno dovrebbe dirglielo.

Oggi era il festival delle carni proibite. Tanto per nominare un po’
di carne proibita (probita appunto dall’imperativo morale Thou Shalt
Not Even THINK About Banging Thy Colleague
), c’era Delia. Oggi forse era
un pelo meno appetitosa leccabaffi, e soprattutto non faceva tanti
sguardini, non faceva tanto la maliardella, non stava lì col sorrisino
“ti piace la gattina, gattone?” a strofinarsi metaforicamente su di me.
Forse però era soltanto perché non glie ne ho dato modo, essendomi
dedicato con trasporto a Giuliana.

Giuliana è una conoscenza molto più recente: l’ho vista la prima
volta pochi mesi fa; oggi era il nostro terzo incontro. Già al primo mi
è sembrata molto affascinante. Non è esattamente la tipa bonona
tuttosesso, anzi al limite è un po’ in là con gli anni: avrà più o meno
la mia età ancizhé i 10-15 anni in meno che garantirebbero un
bilanciamento ottimale (ma non siamo certo così aritmeticamente fiscali,
neh); però è spigliata, carina, femminile.

Ogni volta che ci siamo visti, sin dalla prima, mi ha sempre attirato
in conversazioni pseudocasuali, giustificate solo parzialmente dalle
circostanze. Oggi appena sono entrato nella stanza si è accostata a me,
occhi negli occhi (contatto oculare reciprocamente ininterrotto),
sorriso costante. Un incipit classico, ma a ruoli rovesciati. Carino.

G: “Ci siamo visti già, vero?”


J: “Mi sembra di sì.”
(che domande del menga che fai, certo che mi ricordo.)

In questo contesto naturalmente mi sono guardato bene
dall’occhieggiare Delia; in effetti non ci ho nemmeno pensato. Delia è
una collega, no? Hmm, anche Giuliana lo è. Beh, comunque Giuliana è una
collega più alla lontana di Delia (excuses sweet excuses). Siamo tutti
nello stesso settore, sì, ma lei, Giuliana, fa cose diverse. Un po’
diverse. Sì, vabbè, insomma.

Non ha mancato d’informarmi – parlando casualmente, beninteso – circa
le prossime occasioni in cui si sarebbe trovata di nuovo lì. Quel grosso
anello che porta all’anulare sinistro non può essere una fede, ma io non
glie l’ho chiesto, neanche parlando casualmente. D’altronde notoriamente
non sono geloso.

Per farla breve, Giuliana sembra comportarsi come se le piacesse il
suono della mia voce. O, sogno io, l’idea del mio pisello. A me l’idea
del suo corpo avvinghiato al mio nell’estasi della passione, esperienza
seguita da una piacevole e civile conversazione, non dispiace affatto.
Naturalmente, niente di tutto ciò succederà mai perché non si scopano
le colleghe
. No, no, no. Le colleghe non si toccano. Le colleghe
sono da evitare. Il problema delle colleghe è che comunque vada,
relazione peccaminosa o no, te le trovi continuamente davanti.
Eccheccazz.

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