<!– A un possibile lettore –>

[Questo post è un messaggio indirizzato a una persona che forse non lo leggerà mai (così spero). Tutti gli altri, che invece mi aspetto che possano leggerlo, sono liberi d’ignorarlo.]

Caro amico che forse mi leggi,

(sì, mi rivolgo a te, compagno di discussioni su César Franck e videogame per l’iPod),

non so se quella singola email che inavvertitamente ti ho mandato dall’indirizzo sbagliato sia stata un lapsus col quale il mio subconscio t’invitava, oppure un semplice errore dettato dalla stanchezza antelucana. Sia come sia, se hai notato e inseguito tutte le tracce a tua disposizione, ora sei qui.

Se sei qui, fatti riconoscere da me, magari privatamente, e sarai il benvenuto anche pubblicamente. Bell’accoglienza a frittata fatta, dirai; ma tant’è. Senza sviolinate alle quali come sai non sono avvezzo, dirò che se fra le persone che entrambi conosciamo avessi potuto sceglierne una come destinatario del mio errore postal-elettronico, il primo candidato saresti stato tu; non solo per questioni di vicinanza particolare, ma anche per la tua natura un po’ distratta, nella quale avrei confidato sperando di passare inosservato.

Nessuna delle persone della mia vita reale ha accesso a questi scritti. Considerando la questione dal punto di vista del latte versato, tuttavia, forse ci potrebbe essere del buono in questo nuovo stato di cose. Ne immagino già qualche possibile effetto positivo; chissà. Aspettare e vedere: ora non mi rimane altro da fare.

Sperando in una tua non-risposta,

–J.R.

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