<!– Piove, governo ladro (traduzione) –>

È da ieri che su quasi tutto il meridione continentale si è abbattuta la furia degli dei. Qui son tuoni e lampi e cielo scuro. La serata di stasera, che era all’aperto in una cornice particolare, potrebbe saltare. Sono in contatto con l’organizzazione che vorrebbe evitare di rimetterci le nostre spese di trasporto se la cosa non si fa, procrastinando l’evento senza conseguenze finanziarie. Insomma: ancora non so come va a finire. Questa è precarietà come stato esistenziale.

Intanto Teresa, non più paga dei messaggini ai quali pure rispondo sempre con cortesia, mi ha telefonato dicendo che voleva venire al concerto portando anche delle amiche (soprattutto una tipa serissima che non ho ancora mai visto, impegnata sentimentalmente e mi sembra anche bruttina, che lei rispetta molto). Le ho spiegato la situazione e mi è sembrata delusa.

Mi ha chiesto: “ma se non suoni, ci vediamo comunque? Sai, vengono le amiche, ho parlato tanto di te…”

Traduzione

E io che mi sono vantata di te con mezzo mondo e ora vorrei mostrare a tutte le mie amiche quanto mi adori, specialmente all’inoffensiva tipa che tanto è pure nu bellu mobile, che fine faccio in tutto questo?

Io non ho ancora deciso il da farsi, ma sarei orientato a mollare a Teresa un ricco due di picche, tanto per sfizio.

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