<!– Cigni neri –>

Il caso è il vero arbitro della nostra esistenza. Un caso molto diverso da quello che c’insegnano alle lezioni di statistica o matematica finanziaria. Nassim Nicholas Taleb, ex-trader di borsa e sedicente empirista scettico, attualmente filosofo conferenziere, parla di eventi inaspettati di portata epocale che possono rivoluzionare vite e cambiare la storia planetaria. Fra i pensatori coinvolti spicca Popper, del quale, dice Taleb, tutti parlano senza grande cognizione di causa, limitandosi alla sua epistemologia della falsificazione e trascurando invece la sua intuizione più importante: la totale, grave e irrimediabile imprevedibilità del mondo.

Taleb nutre un disprezzo marcato per Carl Friedrich Gauss: “Un barboso professore col quale non avrei voluto trovarmi a conversare”, e per la sua curva gaussiana, fonte di ingiustificata sicurezza nelle persone abbastanza folli da azzardare previsioni sul futuro men che prossimo.

Le grandezze distribuite secondo la cosiddetta “distribuzione normale”, ossia la curva a campana gaussiana, appartengono al “Mediocristan”, governato dalla docile tirannia della media, circondata da variazioni poco significative che tendono ad annullarsi reciprocamente: grandezze come l’altezza delle persone o il numero di teste e croci ottenute lanciando una moneta 1000 volte. Gran parte della realtà, al contrario, segue le leggi dell'”Extremistan”: fenomeni come la ripartizione del reddito mondiale, le copie vendute di un libro, il prezzo del petrolio o di qualche titolo in borsa hanno distribuzioni non normali (nel senso di “non gaussiane”). Per queste distribuzioni “Mandelbrotiane” o frattali che dir si voglia, la media e la deviazione standard non hanno rilevanza. Le leggi matematiche sono caratterizzate da un esponente ignoto a priori che va determinato empiricamente e con sconfortante imprecisione inerente. Grandezze di questo tipo possono causare eventi rivoluzionari, drammatici, imprevedibili: per l’appunto i cigni neri che danno il titolo al libro (The Black Swan: The Impact of the Highly Improbable).

Le argomentazioni sono a volte un po’ spocchiose (e Taleb stesso lo ammette con malcelata soddisfazione), ma spesso difficili da contraddire con obiezioni solide. Alcune affermazioni sono un po’ superficiali, sparate con compiacenza per ottenere reazioni indignate, e non reggono a una replica precisa; però queste affermazioni sono in netta minoranza. In sintesi: fastidioso ma interessante. In particolare, una frase sull’argomento “uomini e donne” (al limite dell’etologia) mi ha stuzzicato le antenne.



Before Christianity, in many societies the powerful had many wives, thus preventing those at the bottom from accessing wombs, a condition that is not too different from the reproductive exclusivity of alpha males in many species. But Christianity reversed this, thanks to the one man-one woman rule. Later, Islam came to limit the number of wives to four. Judaism, which had been polyginic, became monogamous in the Middle Ages.



[…]
The institution of tightly monogamous marriage (with no official concubine as in Greco-Roman days), even when practiced the “French way” provides social stability since there is no pool of angry, sexually deprived men at the bottom fomenting a revolution just so they can have the chance to mate.



Non sono d’accordo con tutte le affermazioni di Taleb, ma su questa è difficile dissentire.


Nota apocrifa. Da questa recensione di un altro libro di Taleb ho appreso che The Black Swan è stato pubblicato in italiano da Il Saggiatore.

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