<!– Ordine di beccata –>

Ieri ho ricevuto tre telefonate da Teresa che m’invitava a bere qualcosa. “Saremo soltanto tu ed io?” ho chiesto, pur conoscendo già la risposta. “No, beh, ci sono X (l’amica innominabile) ed Elvira.”

Ora, io ho già detto a Teresa che non voglio esserle amico. Ho smentito la mia affermazione con i miei comportamenti in innumerevoli occasioni ormai, ma come manifesto politico ho adottato la posizione “io ti volevo scopare, non adorare o amicalizzare”, tanto per educarla un po’. Nonostante io continui a trattarla con i guanti, per lei questo atteggiamento è un puzzle, una spina, una stonatura.

Non volerle essere amico significa, all’atto pratico, che se si esce in due, allora ci sto (e tu ci stai? Yumm. Cioè, è possibile qualche garbata ma esplicita avance). Se c’è un’amica o due, allora dipende dalle situazioni. Ma l’innominabile no, grazie. Se ci sono anche altri uomini non accoppiati, scòrdatelo. Di uomo ne basta uno. In situazioni con altri uomini, puoi aspettarti scenate di gelosia (vista la propria natura, Teresa accetta le scenate di gelosia ingiustificate come un fatto inevitabile e naturale).

Ieri c’era l’innominabile, ma c’era anche la golosa Elvira. Eppure ho rifiutato. Innanzitutto, sono un po’ stufo di Teresa e della sua cricca. In secondo luogo, ce l’ho con l’innominabile che si è lasciata sfuggire/rapire il figlio di Rebecca che le ho affidato (o l’ha lasciato morire? Non saprò mai la verità). In terzo luogo, c’è un problema di ordine di beccata in virtù del quale non giungerò mai alla meta in un contesto così.

L’ordine di beccata (pecking order) è l’indicatore principale di rango sociale nei pollai. Lo stesso termine è stato poi esteso dagli etologi anche ad altri animali, compresi quelli senza becco. Nel caso di Teresa, X ed Elvira, la situazione del pollaio è la seguente: Teresa femmina alfa – la capetta. Le altre due vengono dopo. Se Teresa ordina: “liev’ ‘e mmane acopp’ ‘a biancheria!” (non azzardarti a toccare quest’uomo: è mio!), le altre non osano. Il punto è che per Teresa, io sono suo (d’altro canto, però, tollera le mie scenate di gelosia quando ne monto una, decente, a bella posta).

Certo, avrei potuto sfruttare il contesto a mio vantaggio: a passare la serata in in un posticino ben popolato, non è una pessima idea essere il gallo della checca in una situazione in cui la femmina alfa (che nel caso specifico è forse la più bella; certamente la più appariscente) mi dedica attenzioni teneramente ricambiate; delle altre due, l’una (X) viene sdegnosamente respinta con fare superiore e supponente mentre fa di tutto per ritornare nelle mie grazie dopo il cat-napping (o gatticidio, chissà), mentre la terza (Elvira), attraente e commestibilissima, spera di raccattare qualche briciola della mia attenzione. Sarebbe stato un toccasana per il mio amor proprio, oltre che un bonus per la mia immagine: le altre donne presenti avrebbero certamente analizzato la situazione in un istante, e sarebbero state curiose di scoprire qualcosa di più su quel tipo affascinante circondato di femmine scosciate e adoranti.

Ho comunque rifiutato senza troppi calcoli (quelli sono stati fatti a posteriori). Non ne avevo voglia. Ho altro per la testa in questo periodo.

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