<!– Chi ha paura del dentista cattivo? –>

Oggi sono stato dal dentista. Nessuno vuole andare dal dentista, ma a volte è necessario. Io ero un po’ nervoso. Lo sono sempre un po’ quando devo vederlo.

Oggi però mi sono calmato subito. Mi ha accolto una delle assistenti (colleghe? socie?) del titolare, una donna di circa 35 anni a giudicare dall’aspetto. Alta, scura di carne e di capelli, cordiale nonostante il viso severo e l’espressione un po’ dura. Decisamente non il mio tipo.

Tipo o non tipo, a un certo punto mi stavano preparando. Lei, ancora senza attrezzi in mano, si è occupata di stendere il bavaglio che mi ricopriva. Per farlo, si è chinata su di me, sdraiato supino, da dietro la mia testa. Il suo decolleté si è quasi appoggiato sul mio naso, sulle mie labbra. Un camice con 3 bottoni aperti non era certo un mezzo di contenimento adeguato. Ho percepito la temperatura, la consistenza, la fragranza. Il mio sistema propriocettivo mi ha avvisato immediatamente che il flusso ematico stava seguendo una deviazione pericolosa. No, no, no! Non ora! Non sdraiato, non supino, per carità. Per soffocare le ambizioni di Juanito mi sono messo a pensare alle cose più orribili del mondo. Fiscal drag. Buono, buono, Juanito. I Tokyo Hotel. Ecco, meglio. Oops. Ho detto fermo! Il governo. Robin Hood. Pffff. Mhh, quest’assistente è così… uhhh… mhmh… quasi quasi ci si potrebbe fhgnzdar… aha! Fatto! Buona nanna; ti ho fregato, Juanito! 😛

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