<!– Rebecca colpisce ancora –>

Rebecca ha sfornato ieri notte, mentre io non c’ero. Di solito le
preparo tutto l’occorrente e lei, testarda ma in fondo docile, se faccio
le cose per bene come vuole lei, mi ricambia adottando come nido l’area
da me allestita.

Stavolta, però, non ho fatto in tempo a preparare niente.
Credevo di avere più tempo: ignorando il tempo
esatto del concepimento,
pensavo che il parto sarebbe stato a fine luglio.

Non trovando un giaciglio confortevole nel solito posto, Rebecca si è
andata a rintanare in cantina, in un polveroso baule semiaperto situato
nell’angolo più buio. Per lei è essenziale che l’ingresso sia il più
scomodo possibile; possibilmente impossibile da raggiungere per gli umani. Per questo motivo non ho ancora visto i neonati. Aspetterò qualche giorno: se vado a disturbarla magari quella si sposta
altrove.

La sostanza rimane la stessa: a settembre avrò due, forse tre micini
stupendi e beneducati come la loro mamma, pronti ad allietare una nuova
casa. Le persone interessate possono contattarmi privatamente.

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