<!– Moto, jazz e vino –>

Un minuscolo episodio che mostra come, per quante donne tu abbia o si
supponga tu abbia, in ogni caso spesso rimarrai a piedi, come si
dice qui. Ieri volevo adare a un concerto che m’interessava. Non era
vicinissimo, e per estivo partito preso (nonché ansia da parcheggio,
peraltro ingiustificata), avevo deciso di andare in moto. Ho cercato
soci, ma inutilmente. Segue lista candidati soci.


  1. Teresa, con la quale avevamo un mezzo impegno per una sagra; lei
    aveva già mostrato qualche interesse al concerto, ma probabilmente era
    interesse posticcio: ha preferito andare alla sagra, dopo aver insistito
    inutilmente perché io cambiassi idea. E cambiala tu, no? Vuoi fare la
    tipa culturosa e ti vai ad ingozzare di tagliatelle invece di nutrire il
    tuo spirito e i miei occhi se non la tua F? Pfui, pfui, pfui. Anche se
    non glie l’ho detto, le avrei proposto il solito backstage tour che
    impressiona le sgnacchere. Peccato: ha perso un’occasione di
    pavoneggiarsi con me in un contesto che l’avrebbe deliziata.



  2. Gina,
    che ho conosciuto a un concerto simile, quindi sarebbe stata
    effettivamente interessata. Pensare a lei come candidata è stato un
    colpaccio di genio, ma purtroppo aveva una cena con cugini non visti da
    anni. Peccato: le sarebbe piaciuta anche la musica.



  3. Sara, che la
    mattina dopo aveva una levataccia e sì, grazie, ma non è cosa.
    Peccato: lì non mancava il vino.



  4. Un personaggio inconcludente che chiamerò la scemotta.
    Nonostante MSN, SMS e telefonate interminabili per accordi e spiegazioni
    logistiche, alla fine ho rinunciato a vederla: la scemotta pretendeva
    che la aspettassi mezz’ora dopo tutta la strada che mi ha fatto fare. In
    più, mi ha detto che era in compagnia di soli uomini. Ué, ma ci sei o ci
    fai? Via, non è proprio cosa. Peccato: con la scemotta ho perso tempo
    come un pollo. Sarà contagiosa la scemottaggine?



  5. Il candidato più importante è la donna che non ho chiamato;
    quella che avrei veramente voluto avere con me.


Insomma, alla fine sono andato da solo. Il concerto è stato per me
interessante dal punto di vista tecnico. Oltretutto, a tratti la
musica era molto buona; e quando era meno buona, al pubblico piaceva
ancora di più.

Come prevedibile, gli incontri sono stati numerosi: a parte i
musicisti dell’orchestra, quasi tutti mie vecchie conoscenze, ho
incontrato molti altri colleghi e ho mantenuto un po’ di relazioni
sociali.

C’è stato anche un bell’incontro non previsto: una coppia che aveva
uno stand di degustazione vini mi ha affascinato e intrattenuto. Fra
tutti i vini che c’erano, per primo ho scelto un bicchiere di teroldego,
pagando anche meno del giusto; al mio ritorno allo stand, mi hanno
offerto altri 3 assaggi (“solo mezzo bicchiere, per carità: devo
guidare”) e più di mezz’ora di amabile conversazione incentrata su
alcune delle loro proposte. Devo andare a trovarli al negozio anche se
c’è un po’ di strada da fare: credo ne varrà la pena.

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