<!– Concerti, colleghi e new age –>

Di recente sono stato a un concerto a cui tenevo molto. Come
prevedevo ho incontrato un collega, M, mia conoscenza di vecchia data.
Stava ancora tutto gasato per aver suonato con un grosso americano pochi
giorni prima ed era in compagnia di una tipa che non avevo mai visto;
quindi per decenza virile non gli ho chiesto notizie della cantante con
cui stava quando ci frequentavamo più spesso. Evidentemente la storia è
andata ad aceto. Pfui! Eppure credevo che M conoscesse il precetto:


È meglio scardinarselo di seghe

piuttosto che pescar fra le colleghe

Ah, mi piace quando riesco a sfornare classici istantanei come
questo. Sembra un proverbio vero.

Il concerto è stato non solo interessante, ma anche emozionante. Dopo
lo spettacolo ho avuto anche modo di scambiare due parole con l’artista,
donna di cui sono un ammiratore sfegatato e privo di ritegno (no, non in
quel senso, anche se è una donna che piace alle donne e credo anche agli
uomini. E poi, anche se a livelli diversi, rimane una collega). Ci diamo
del tu; ma in effetti l’inglese, privo di lei, aiuta. Diciamo che
siamo on first name terms e ogni tanto ci scambiamo qualche
email. Harriet la conosce
molto meglio di me perché l’ha intervistata a lungo per un libro che sta
scrivendo e sono diventate mezze amiche.

Visto che il luogo non era vicino, ho preso una notte in un Bed&Breakfast senza pretese, gestito da una coppia new age, equa e solidale. Lui era molto equo, lei estremamente solidale. (solidale? je ricesse solida. anzi, soda. a te te pareva na salma? a me no! gnikk gnikk! chelle fanno accussì, afora teneno ‘a niuegg’, ma asotto teneno ‘a
purchegg’!)

No, non sono ancora in ferie: nonostante mi sia preso un paio
di giorni di festa quasi totale, anche a me toccano ancora un paio di
settimane di lavoro più o meno duro.

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