<!– Indovina chi viene a cena –>

Ho telefonato a Rita
proponendole una serata in un ristorante italiano che va per la maggiore. Però,
le ho detto, ci sono già stato e la pasta è sempre scotta. Niente di speciale.
Il cuoco in realtà è locale (pura verità). Se vuoi, ho suggerito speranzoso,
potrei cucinare per te. Lei mi ha chiesto se deve avere paura. “Di che?” ho
ribattuto. “Non voglio farti certo niente di male, anzi.” Ha accettato.
(yawaaaa! yawaaaaa! gnuk gnaaaawaaa! gnikk!)

Ho girato un po’ per delikatessen, mercatini e supermercati e sono riuscito a
trovare della pasta italiana decente a prezzi da rapina. Vabbè. Per il
condimento, ho pensato a una cosa semplice ma probabilmente originale in questo
contesto: una specie di puttanesca in bianco con tonno. Ho trovato olive nere turche
molto buone, capperi di dubbia provenienza un po’ troppo grandi ma ci
arrangeremo, peperoncini maleficissimi (wow! Me ne faccio una scorta), tonno in
scatola, olio extravergine d’oliva spagnolo a prezzo da sequestro di persona,
aglio locale (buono, meglio dell’aglio cinese da noi), e per
oltraggio ci ho grattato anche un po’ di scorza di limone. Normalmente non lo
farei, ma col tonno e il resto comunque ci azzecca, e poi volevo dare un tocco
esotico. L’unico bianco potabile che ho trovato in giro era un modesto
trebbiano, ma alla temperatura giusta anche il trebbianello può fare il
miracolo. E l’ha fatto.

Rita si è presentata in abiti più quotidiani delle tenute da personaggio televisivo in cui
l’avevo vista le due volte precedenti. Gli abiti normali le donano: sembra anche
più giovane, di quasi 10 anni. È alta circa 175 cm, slanciata. Gli occhi scuri
sono intensi, quasi magnetici. Le gambe sono lunghe e a forma di gamba di donna;
all’estremità superiore di queste affusolate meraviglie siede una rotondità
compatta e proporzionata capace di


&LT;ENCODE TARGET=”IPOCRISIA” AUDIENCE=”WOMEN”&GT;

suscitare emozione anche nell’anima più dura.

&LT;/ENCODE&GT;


&LT;ENCODE TARGET=”CHIAREZZA” AUDIENCE=”MEN”&GT;

resuscitare l’erezione anche dopo la sepoltura.

&LT;/ENCODE&GT;



Il quadro visibile a occhio nudo è completato dai capelli, mossi e abbastanza
lunghi. Il quadro visibile a nudo, invece, è completato da un dettaglio
insospettato: tette grandi e sode come se ne vedono veramente di rado, robba da
chirurgia plastica (tranne che invece è tutta robba biologgica). Sospettavo uno
di questi inventazizze o fingiseno che dir si voglia, diavolerie
illusionistiche moderne dei creatori di biancheria intima, e invece neanche
quello. Pizzo per contenere, non per sorreggere o amplificare: non ce n’è
bisogno. Last but not least: una depilazione
perfetta. Ovunque.

Ha detto che aveva una fame da lupo (ankio ankio tannnta fame), e
suggeriva quindi di cuocere tutto il mezzo chilo. Evidentemente non ha mai
preparato pasta. Ho buttato giù mezzo pacco (tempo di cottura consigliato: 6
minuti. Pfui, sigh). L’ho scolata estremamente al dente e l’ho saltata. Beh,
commestibile anche per un italiano. Lei era addirittura in estasi;
effettivamente aveva un appetito insospettabile visto il suo fisico longilineo.

Ogni appetito che potevamo avere è stato soddisfatto. A voler cercare il pelo
nell’uovo (ma come ho detto, di pelo superfluo non ce n’è uno), si potrebbe
aver da ridire sulla tecnica, forse un po’ troppo di base rispetto a tanta
grazia e abbondanza. È inaspettatamente pudica (ma senza arrivare a “spegni la
luceee”, per fortuna), quindi forse ci vuole qualche incontro per sciogliersi.
Io farò tutto quello che posso per metterla in condizione di dare il meglio di
sé. Ha presto in prestito un libro dalla casa dove vivo, quindi abbiamo una
scusa per rivederci presto. E scommetto che la useremo.

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