<!– Onora il padre –>

Ancora Claudette su MSN;
aveva bisogno di sfogarsi e anche se avevo poco tempo e ancora meno voglia (i guai ce li abbiamo tutti, e per oggi avevo fatto il pieno), le ho offerto la solita
spalla forte. Professionalmente non le va tanto male: un paio di settimane
fa diceva che aveva trovato due lavoretti di cui era molto soddisfatta. Uno dei due
le avrebbe fruttato, fra l’altro, una vacanza su una spiaggia di sogno, cosa che
lei ha sempre desiderato. Forse le due commesse sono state annullate, non so:
non ho avuto il coraggio di chiedere.

Claudette è triste perché sente che il padre non ha più voglia di andarla a
trovare. “Mi sa che mio padre è stufo di me”. Ora lei sta meditando di
trasferirsi nella poco lontana capitale. Vuole farlo per risparmiare tre ore di
metropolitana al giorno, e anche per allontanarsi dal padre, per il quale pensa
di essere ormai un peso. “Anche quando ho bisogno delle mani di un uomo, non
viene mai a trovarmi. Sembra proprio stufo della sua figlia zitella”. Quando ho
letto queste parole mi è venuto un groppo in gola e avrei voluto abbracciarla
forte.

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