<!– Arriva arriva l’autunno –>

Autunnale come le castagne e la pioggia, Teresa è tornata all’attacco: SMS,
telefonate e anche un’email. Partendo dal pretesto di un gattino o forse due, s’è
allargata un po’ alla volta (è trasuta ‘e sicco e s’è
mmisa ‘e chiatto
). Era sola a casa e forse si aspettava che la invitassi
a uscire; o addirittura che mi autoinvitassi a casa sua per una partitina a
saltalacavallina.

“Ho passato un brutto momentooo…”


[Io più d’uno. Ma mica ti chiamavo per lamentarmi.]

“Tu mi fai stare bene anche solo a parlareee…”


[Invece io per stare bene, ahimè, ho bisogno di qualcosina in più.]

“Ma se invito te non invito le amicheee… quelle aspettano solo di soffiarmi gli uominiii…”


[Lo so, lo so. E poi dici che non sei
gelosa, possessiva e soprattutto
ormai incaponita ad avermi a tutti i costi?]

“Hai sentito Piersilviaaa…? Vi siete vistiii…?”


[Ma ci fai o ci sei?]

“Cosa fai dopooo…?”


[Sto a casa e sacrifico un gattino. Vuoi darmi una mano?]

“Se ti va mi puoi chiamare dopooo…”


[E farmi un’altra ora e mezza di telefono? Nahhh. Mmh, ripensandoci, se gemi e mugoli forse si può fare.]

A un certo punto, le ho fatto notare quanto certi suoi comportamenti la
accomunino a Piersilvia: su tutti, l’assurda gelosia nei confronti delle proprie
amiche. Apriti cielo! Mezz’ora di spiegazioni che lei no, è diverso, come faccio
a dire una cosa così, perché qui, perché là, e la rava e la fava.

Per il momento, mi è passata proprio la voglia; e di riflesso, mi è passata
anche la voglia di Elvira.
Teresa ha menato il caz per l’aia troppo a lungo (ma Elvira, va notato, ancora
no). Il fatto è che qui ci vorrebbe una ventata d’aria nuova per assaporare quel
brivido che non c’è più.

Advertisements