<!– L’esperienza delle donne –>

Rispondo all’esplicita domanda di Luciana79 e colgo l’occasione per introdurre l’argomento delle unità di misura.

Il grado di porcaggine di una persona, in particolare quello di una donna, dipende sì anche dall’esperienza, ma è in gran parte un dato caratteriale. Chi nasce porca lo è già anche da vergine (e ne ho conosciute, oh, sì, ho ricordi deliziosi di vergini porcelle); chi al contrario nasce vergine lo rimane anche dopo aver conosciuto molti compagni e dato alla luce numerosi proli e prole (e di queste
fortunatamente ne ho conosciute di meno, almeno nell’accezione interessante di “conoscere”). Il grado di porcaggine si misura in pp (punti porcelli, o purity points). Per una donna, 30 è già un valore rispettabile. Come dice la saggezza popolare, “chi ha fatto 30 può fare 31”. Significa che, ormai rotta a una pluralità di esperienze, la femmina in questione può aprirsi ad ulteriori
arricchimenti, e l’acquisizione di punteggio addizionale rimane un processo dinamico e in divenire (per il quale il buon Juan è sempre disposto a dare una mano (enonsolo, maanke! gnik!) , ma divago come al solito).

L’esperienza di una donna è altra cosa e nel sistema internazionale si misura in kmCz. Il kmCz (che si legge “chilometrocazzo”) rappresenta la lunghezza totale di scorrimento cumulato. Esemplificherò il concetto con un calcolo in stile back of the envelope, o un conto grossolano stile salumiere per dirla alla nostra.

Per fare conto pari, assumiamo una lunghezza media di spinta (LMS) pari a 10 cmCz (in realtà risulta essere leggermente di meno). Un rapporto di 100 spinte (ragionevole assunzione) vale quindi circa 10 mCz, e ci vogliono quindi 100 rapporti siffatti per completare 1 kmCz. Ovviamente, una LMS maggiore può modificare significativamente questi numeri, così come può fare un partner dotato di eiaculazione precoce incorporata (o Truffaut, famoso per i suoi quattrocento colpi), ma credo di aver reso l’idea. Il compimento del primo kmCz viene tipicamente festeggiato uscendo con
le amiche e se possibile incrementando di qualche mCz il cumulo personale. Quando ero un adolescente e trasudavo ormoni, l’età tipica in cui una donzella giungeva a questa importante soglia non era inferiore ai 20 anni (all’epoca, erano troppo grandi per me pischello). Oggi ci sono bimbe di 15 che veleggiano già a 1.5! Non c’è più religione, pfui. (beati ragazi oggi, gnik, quando tu ciavevi i brufoli io solo seghe, sgrunf!)

Advertisements