<!– Piaceri –>

Uno dei miei piaceri nella vita: farmi uno spicchio di provolone burroso, ultra-piccante, di quello che ti lascia pungente memoria di sé sulla lingua, e spegnere questa memoria con del Taurasi riserva del 2002 in compagnia del mio migliore amico. Il tutto mentre il resto del mondo, impazzito, si veste da scheletro o da strega celebrando una festa che esiste soltanto nei film americani. Ho chiamato la mia Rebecca, insieme ai suoi due salamini residui, a condividere il mio piacere. Lei mi ha fatto capire che al posto del provolone preferisce le bistecchine marine biologiche. Meno male: le alici fresche costano molto di meno del provolone-come-dico-io.

Un altro intenso piacere: ricevere messaggi e telefonate (fatte con la “voce da letto” che la contraddistingue) da una che letteralmente implora di essere invitata a cena a casa mia: la solita Teresissima. Forse la inviterò, ma allora dovrà portare il dolce per il mio migliore amico.

Altri messaggi arrivano. Un amico m’invita a una spaghettata notturna. Dina si fa sentire dopo un secolo; dice che vuole uscire. Peccato sia scaduta: poteva decidersi prima, quando era commestibile.

Per ora non rispondo a nessuno e mi metto a scrivere musica, ispirato da Arturo Castro. Fra tutti i piaceri menzionati, ascoltare questo brano è forse il più intenso.

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