<!– Assedio –>

La Teresissima mi tiene sotto assedio. Mi chiama almeno una volta al giorno. Mi accarezza (verbalmente), mi titilla (verbalmente), mi provoca, m’incoraggia; di recente, novità interessante, sempre più spesso mi rimprovera. “Ieri non mi è piaciuto quello che hai dettoo…”, oppure “sono arrabbiataa… con tee…”, o altre frasi che si aspettano da me una reazione interrogativa, per esempio “e perché mai? Cosa ho detto di tanto tremendo?” – reazione che, inutile dirlo, non arriva mai. E che domando a fare? Lo so già bene cosa non le va giù.

Motivi per cui è arrabbiataa con me: a) Le ho detto esplicitamente che con lei non mi farei mai (e non mi farò mai) una storia come dice lei: ha perso il treno; b) Le ho detto che non sono un tipo mentalmente fedele, e anche se posso tenere a bada i miei comportamenti, non posso tenere a bada fantasie o desideri; c) Le ho detto che mi piace tanto, ma ho rinunciato; meno male che il 50% delle persone sulla terra sono femmine, e di queste il 30% ha un’età compatibile, e di queste il 40% è commestibile. Totale: un mezzo miliardo di femmine viabili. Credo abbia capito l’antifona e rosica, ma non demorde; anzi, più mi mostro elusivo e inesorabile, più lei s’accanisce e concede innocenti intimità; innocenti, ahimè, anche se per lei significano tanto: “io non mi faccio abbracciaree… da nessunoo…” (implicando: tranne che da teee). Eppure glie l’ho detto che è libera di abbracciare chi le pare, o di farsi infilare una lingua in gola se così le aggrada.

In tutto ciò, però, le ho fornito uno zuccherino: le ho detto, e in effetti non mentivo, che ho rinunciato a scopare Elvira per non ferire lei. La situazione che prefiguravo in questo post si è verificata con puntualità. (o scemo ca si’! invece ‘e chiava’, fai ‘e profezie, quanto si’ fesso!). L’omaggio che le ho offerto rinunciando a Elvira è stato reale e lei, che con Elvira ha parlato a lungo di me, se ne rende conto e ha molto gradito. Se non fossimo stati in un luogo pubblico probabilmente Teresa là per là me l’avrebbe data su due piedi. Me la sono giocata male, ma l’ho fatto apposta.

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