<!– Primitive Invitation –>

Contrariamente ai miei timori, ieri è andata benissimo. Teresa, che voleva essere invitata, è stata messa di fronte alla solita scelta: se vuoi un passaggio con me, ti tocca muoverti in anticipo. “Tipo quandoo…?” “Tipo fra un’ora”. È rimasta a casa.

Nel locale, il pubblico era maturo (diciamo 30 e oltre) e l’acustica quasi impeccabile. La musica è stata buona: uditorio educato e attento, ritmica molto a fuoco. Non c’erano donne interessanti, ma non si può avere tutto dalla vita. In compenso, i gestori sono estremamente gentili: ci hanno offerto una bella cena – pennette rigate saltate con pistacchio e mortadella a dadini minuscoli, salsiccia e scamorza alla piastra e verdure grigliate. Il tutto annaffiato da ottimo, abbondante e robusto Primitivo di Manduria del 2005, inaspettatamente non privo di una certa insolita finezza, di cui non ricordo il produttore.

A sorpresa, nel pubblico c’era un batterista argentino che ormai vive da anni a Monaco di Baviera; il batterista titolare lo conosceva e non gli è dispiaciuto alzarsi dallo sgabello per lasciare il posto all’ospite straniero. Con lui ci siamo fatti una semi-ballad e un medium (rispettivamente Love for Sale suonata con half-time feel – come se fosse scritta in 4/2, e Nardis). Il batterista di ruolo è tornato al lavoro per un fast (Invitation) che ha concluso il concerto.

Dopo suonato, siamo rimasti un po’ seduti a sorseggiare primitivo aspettando che spiovesse per andare a prendere le macchine al parcheggio. Ognuno nella propria lingua (italiano contro casteggiano), s’è parlato di cinema ispanofono e di progetti musicali insieme; di suoi ritorni in Italia a breve termine e di mie improbabili trasferte a Monaco per qualche ingaggio multiplo. Mah… staremo a vedere.

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