<!– Regalinatale –>

È tempo di regali, sempre quasi tutti all’ultimo momento. Di tempo prima ce n’è poco. In famiglia abbiamo stabilito di mantenere un atteggiamento sobrio e moderato: niente regali o al massimo un semplice pensierino quando proprio c’è un’ispirazione particolare; alla faccia della ripresa. Noi remiamo contro, ha!

Fuori dalla famiglia però qualche regalino ci vuole. E allora via: Exit Music a Marta, che dice che un libro va sempre bene. Questo sicuramente non l’ha letto, perché non è ancora tradotto da noi. Il barone rampante e un quarto di caffè Kimbo a Nora, che ama l’Italia, l’italiano e il caffè di Napoli. Confezione familiare di PG Tips English Breakfast al mio più vecchio e caro amico (no, non lui, che non è altrettanto vecchio), su sua espressa richiesta (ma ho il sospetto che sia per il figlio. Beh, sticazzi). Certe striscioline speciali che costano quanto il foie gras tartufato a Rebecca e ai suoi due figlioli rimasti con me. Un calendario di riproduzioni di Van Gogh a Luja, che mi ha chiesto un poster della Starry, Starry Night ma non l’ho trovato e non saprei come trasportarlo (e se non conoscete la canzone di Don McLean, andatevela a sentire!).

Mi sto dimenticando di qualcuno? Il dubbio sotto sotto rode. Ah, sì, sì. Devo assolutamente fare un regalo a Juanito che, poverino, di recente ha un carattere insopportabile perché l’inattività gli nuoce. Purtroppo non posso fare granché se non offrirgli il solito menu a base di mici innocenti. A lui dovrebbe pensare qualcun altro (intendo qualcun’altra).

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