<!– Riparazione cuori –>

C’è quella canzone che cantava Tina Turner – How do you go about mending a broken heart, o qualcosa
del genere. Beh, è un po’ come mi sento io, ma non dal lato paziente: dal lato riparatore. Nonostante
i miei mille disparati impegni, riesco sempre a lavorare all’aggiustatura di cuori altrui. Alcune volte
si tratta di donzelle che avrei piacere di consolare non solo verbalmente ma anche con una
vicinanza più concreta e tangibile (gnik!). Altre volte sono amiche-solo-amiche che resteranno
per sempre tali, vista la mancanza totale di qualsivoglia chimica.

Il caso di cui parlo oggi è del tipo 1 – cioè una bella botta glie la darei con tutto il cuore. E in effetti
una volta, parecchio tempo fa, glie l’ho anche data. È carina e ha un fisico del tipo “sportiva, coscialunga,
non-un-filo-di-grasso, muscoli potenti speciamente dalla vita in giù”. Insomma, parecchio attraente. A me piace,
e se facessi un’inchiesta fra i miei amici maschi (che non farò per salvaguardare la pubblica virtù della donzella
in questione) riscuoterebbe un indice di gradimento che stimo intorno al 90%. Come amante è un po’ troppo
sportiva, poco porcella e priva di finezza, ma son gusti.

Attraente o no, la fanciulla mi ha riempito la testa di parole e le spalle di lacrime a proposito
di quello che lei crede (credeva?) essere l’uomo della sua vita. Com’era bravo, dolce, gentile, la capiva, ecc. ecc. bla bla.
La capiva così bene che ora si scopa la sua (di lei) migliore amica.

Ho fatto del mio meglio con lei. Il TrattamentoJuanriccio(TM) dà i suoi frutti. Se n’è andata sorridendo.
(ué, ma checazz stai dicenn? io nunn’aggia visto niente, e nunn’aggia fatto ‘o riesto e niente!) (Taci, bestia! Ho
detto TrattamentoJuanriccio(TM), non TrattamentoJuan&Juanito!). Dice che io sono bravo, dolce, gentile. Dice che la capisco. Uhmm, proprio come lui, in effetti.
Chissà fino a che punto la gratitudine… il transfert… hmm….

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