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Ho appena visto W, il film di Stone su Bush jr. che hanno trasmesso in TV. L’ho visto soltanto perché ero a casa e non avevo voglia di far niente; il cinema di Oliver Stone non mi piace in quanto generalmente è grossolano, sopra le righe e privo di sottigliezza. Le sue biografie sono particolarmente rozze e tagliate con l’accetta. Questa, dedicata a George W. Bush, non fa eccezione.

Suppongo che i fatti siano tutti veri o quasi; non ho motivo di credere che non lo siano. Il ritratto di Dubya che emerge dal film putrà anche essere realistico, ma come film in sé non riuscirò mai a preferirlo a Tutti gli uomini del presidente, tanto per restare in argomento di presidenti repubblicani malandrini – in questo caso, Richard “Tricky Dick” Nixon.

Il mio ritratto preferito della presidenza Bush è quello fornito da Garry B. Trudeau nelle sue vignette. Trudeau, che di politica si occupa spesso, ritrae i pezzi grossi con degli avatar: una piuma di quaglia (quail) per Dan Quayle; un wafer per Bill Clinton (to waffle in inglese equivale a “cincischiare”); una bomba pronta a esplodere per il suo avversario Newt Gingrich; la gigantesca mano palpante che rappresenta Schwarzy il Palpenführer. George “Dubya” Bush è (era?) rappresentato con un elmo da guerra riempito da un asterisco. Ecco la vignetta che racconta il suo addio, uscita domenica 18 gennaio.











(tanti ricordi…)

(…e pochi rimorsi!)

[Ricordi.]

– Vivo o morto! Lo prenderemo!


Staneremo quel *** di Saddam!

– Non mi piacciono gli *** che mentono al mondo!
Se ne pentirà quando lo prenderò a calci nel ***
in giro per tutto il Medio Oriente!


Le operazioni di guerra sono finite!

Abbiamo trovato le armi di distruzione di massa!
Le abbiamo trovate!


– Fatevi avanti! Spacchiamogli il ***!

– Ammazziamoli! Dritti alla meta!
Li stermineremo!


(Bei tempi andati…)

– Allora George, le hai fatte le valigie?

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