<!– L’art de la contrepèterie –>

La contrepèterie è un gioco di parole in cui uno scambio di consonanti cambia radicalmente il senso di una frase. Si dice qualcosa d’innocente, al che l’interlocutore malizioso risponde con un sorriso d’intesa. Per esempio, dal fornaio ci si potrebbe lamentare mormorando qualcosa a proposito del posto del cane, quando in realtà intendiamo il costo del pane.

Fino a questo punto non ci sarebbe niente di particolarmente divertente, ma normalmente la frase “nascosta” – quella che non si dice – è una sana zozzeria. Un esempio soft, ancora in italiano, è l’improbabile bestemmia pagana Mazzo di carte!

In realtà gli esempi in italiano sono pochissimi: la nostra lingua non si presta bene a questi giochetti. La contrèpeterie è un’arte principalmente francese, inventata forse da Rabelais in persona. Lo scambio di consonanti, o di gruppi consonantici, avviene non nella forma scritta dell’enunciato, ma nella sua pronuncia, cosicché si può trasformare “caro” in “verde” o in “bicchiere” – da cher a vert o verre – ignorando l’ortografia e scambiando semplicemente i suoni /sh/ e /v/.

Se un amico mi dicesse

  
ma cousine joue au tennis en pension,

gli chiederei subito di presentarmela – e preciso che non sono per niente
interessato al tennis. Probabilmente dopo qualche partita la fanciulla parlando con le amiche potrebbe confessare che non ce la fa più:

  
il m’a promis son tennis.

Se invece uno sconosciuto m’apostrofasse con

  
votre père a l’air mutin,

risponderei in napoletano: nun mettimm’ ‘mmiez ‘e mmamme! E sarebbero cazzotti.

Le signore apprezzano i cosmetici? Mh, forse anche altro.

  
Le fard plaît aux dames.

Ci vuole coraggio per raggiungere un obiettivo – un po’ come succede in quella famosa scena di Ultimo tango a Parigi a base di prodotti
caseari.

  
Pour parvenir au but, il faut beaucoup de
courage.

Se camminando vi sentite apostrofare

  
Attention, le pont va casser!

e non c’è nessun ponte che possa crollare, allora probabilmente non hanno
una grande opinione di voi.

Povera ragazza; è davvero ridotta così male?

  
Mademoiselle, vous n’avez que vos petit pois pour
diner?

Urge consolarla (purché non sia una stagionata bigotta trop folle de la messe); ma quando? Per il momento, inguaribile gentiluomo, le sussurrerò

  
… je vous laisse le choix dans la date.

Se poi tutto va bene, forse si può anche convolare a felici nozze, soprattutto se

  
La bonne épouse connaît son dû.

Per concludere, premesso che i Belgi sono i carabinieri dei Francesi,
protagonisti di barzellette su intelletti non proprio brillanti, ecco la
contrepèterie belge par excellence:

  
Il fait beau et chaud.

Anche l’inglese offre qualche spunto. La differenza fra una ragazza che prega in chiesa e una nella vasca da bagno?

  
The first has a soul full of hope.

O ancora, un velenoso complimento a doppio taglio:

  
What a shining wit!

Infine, chi conosce la differenza fra un mago e una comitiva di bionde in libera uscita?

  
The magician has a cunning array of stunts,

come dire uno stupefacente arsenale di trucchi. Le bionde ovviamente hanno una specialità diversa.

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