<!– I conti senza l’oste –>

Irene mi ha invitato a un suo concerto. Ci vado volentieri:
innanzi tutto è parecchio che non la sento cantare e voglio sentire
cosa sta combinando musicalmente; poi di recente lei è venuta spesso
a sentire me e
ricambiare mi sembra giusto.

Quando confermo la mia presenza, Irene mi suggerisce di contattare Brunella, così possiamo andare
insieme. (ué, ma fa ca chesta ce vulesse apparà cu’ chella?) (Oh-oh,
matchmaking? Può essere.)

Brunella offre la propria auto – il che non è male, viste le mie circostanze
attuali. Per tutto il viaggio poi parla, parla, parla. Le due figlie che
ha. Parla, parla. I soldi che non le bastano, il lavoro precario. Parla. La
sfruttano. Il suo ex. Parla. La sua moto, la macchina. Parla e non si ferma. Le
palle s’incrinano, stanno per scoppiare. L’arrivo al locale mi libera da una
tensione ormai insostenibile.

Irene è brava, niente da dire. Neanche la band è male. Il repertorio però fa
cagare, e i non-arrangiamenti sono, più che sciatti, ai limiti della rapina: li
hanno sicuramente raffazzonati in quattro e quattr’otto all’unica prova che
suppongo abbiano fatto (se pure l’hanno fatta, una prova).

Durante il concerto, Brunella non interrompe completamente il fiume di
fonemi, ma ne riduce un po’ il flusso; meno male. Ci sono diversi amici e amiche
che, seduti poco distante, salutano. Durante la pausa dribblo Brunella e faccio
un giro di saluti: un bassista che non vedo da sei mesi; una figa allucinante
che siede con un amico mio, in compagnia di una tipa niente male che sembra
essere legata al mio amico. Devo capire di chi si tratta. Quella allucinante,
intendo.

Il concerto finisce presto. Irene, finalmente vestita da quel gran pezzo di
gnocca che è, si lamenta che è ingrassata. Sì, sarà pure vero; ma se non ci
fosse la regola delle colleghe, altro che storie. Però si comporta in modo meno
espansivo del solito: niente abbracci, baci o mani addosso come l’ultima volta.
Penso di aver capito: mi sta davvero dando in pasto a Brunella, ecco
cos’è. Mi vuole sistemare e deve aver male interpretato il mio mancato affondo
nei propri confronti. Mi sembra un caso lampante di calcoli in assenza di
ristoratore (conti senza l’oste).

Voglio dire, Brunella è piacente nonostante l’età (over 40), e scommetto che
sono mesi che non vede un centimetro di cazzo. Se me l’avesse subito
offerta senza impegno su di un piatto d’argento, avrei potuto anche accettare;
magari perfino di buon grado. Se invece cerca un altro poveretto a cui far
passare quello che ha passato il suo ex, buona fortuna. L’offerta “paghi uno,
prendi tre: una quasi-giovane mamma con due giovani figlie!” non fa per me. Non
senza sconti del 90% sui tempi d’attesa per l’accesso al credito. Tempo scaduto.
Brunella piace molto ai miei amici e moltissimo alle mie amiche; peccato non
piaccia abbastanza a me.

Advertisements