<!– Scopata elettorale –>

Ai tempi delle superiori, Lucio era un paio di classi avanti a me; forse era anche ripetente, chissà. Dal punto di vista “facoltà intellettive”, fra lui e le due sorelle (una delle quali ex-bona) probabilmente superano ampiamente il QI 200. Intendo come somma, non come media.

Un’ulteriore conferma di quanto Lucio sia brillante l’ho avuta oggi, incontrandolo per caso in mezzo alla strada.


Lucio – Ciao, Juan!


Juan – Ciao, come va?


Lucio – Bene. Lo sai che sono candidato alle elezioni?


Juan – (Aria finto-tonta) Oh, davvero…? In quale lista?


Lucio – (Aria fiera) Certamente non con la sinistra [ndj: è sempre stato un fascio marcio, ma ora si è berxxxxxxizzato e veste come un rappresentante di medicinali – oops, informatore scientifico.]


Juan – Uh, ah, hm.


Lucio – Mi voterai?


Juan – Ehhh… senti Lucio (aria complice) … l’era degli ideali è finita lo so, altrimenti non te lo chiederei neanche… ma capisci che per farti votare da me e da tutti gli amici che mi ascoltano, devo partecipare ai benefici?


Lucio – In che senso? Lo sai che se ci sono pratiche da sbloccare ecc., una mano lava l’altra.


Juan – No, no, Lucio. Io non pensavo a favori di questo tipo. Stai col PDL, no?


Lucio – Sì, certo. Ma cosa ti serve?


Juan – Che domande… la specialità della casa.


Lucio – Non ti capisco, Juan.


Juan – Sveglia, Lucioo! La FICA! Di mia moglie non ne posso più (gomitata complice). Tu fammi scopare una qualsiasi miss del cazzo e io ti faccio avere 50 voti!


Lucio – (Basito) Ma che dici? Mica posso dire “scopatevi a questo amico mio”!


Juan – Eh, vabbè, allora non conti un cazzo. Neanche alle miss, eccheccazz! Nun si’ nisciuno! Che ti voto a fare?


Secondo me non ha capito che lo prendevo per il culo e sta ancora lì rosichello ad arrovellarsi pensando alle pretese irragionevoli dell’elettorato. Se viene eletto, sai che bello essere rappresentati da uno così.

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