<!– Il bacio d’Euterpe –>

Ieri Euterpe m’ha sorriso e io ho pianto.

Stavo andando a suonare, ero solo in macchina e nonostante mi sentissi ipersensibile (o forse proprio perché lo ero) ho messo un CD con un pezzo che ogni volta mi dà i brividi. Sarà che la strada era noiosa e potevo concentrarmi sulla musica, sarà che era proprio la giornata giusta, sarà che nella silenziosa macchina nuova lo stereo rivela tutti i dettagli anche nelle tessiture complicate, ma ho goduto immensamente.

A un certo punto il brano ha una ripresa del tema principale che ogni volta mi fa sobbalzare il cuore in gola. Ieri l’emozione è stata troppa e sono scoppiato a piangere. Oppure a ridere: piangevo e il pensiero che stavo piangendo di piacere mi ha fatto ridere di gioia. Ridevo soddisfatto con le lacrime agli occhi. A raccontarlo ci si sente imbecilli, ma vivere quel momento è stato memorabile. Per inciso, abbiamo suonato benissimo.

Dopo l’emozione di ieri, oggi si paga l’inesorabile pegno. Vado al martirimonio di un amico ma sono svuotato, scazzato e non ho proprio l’atteggiamento mentale giusto. Maledette donne. Altro che martirimonio…

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