<!– Il lercio –>

Di Irvine Welsh ho letto solo i racconti – e ho visto Trainspotting, naturalmente.
Qualche giorno fa ho avuto un attacco d’acquisti impulsivi in libreria e sono uscito tenendo fra le mani Il lercio. Lo sfogliavo camminando in mezzo alla folla e l’incipit mi ha preso. Ed è davvero deliziosamente zozzo e depravato così come il titolo promette. E poi con Edimburgo c’è già un certo feeling pregresso. Insomma, anziché aggiungerlo alla catasta di libri-che-prima-o-poi-leggerò, l’ho avviato in corsia preferenziale e ora è in cima al mucchio sul comodino.

Il lercio è la storia di Robbo, poliziotto depravato e disonesto. I frequenti dialoghi fra Robbo e la tenia che ospita mi ricordano un po’ certi dialoghi interiori che ogni tanto capitano anche a me (che però non ho a che fare con una tenia: il mio interlocutore ha misure e appetiti ben più modesti).

Non sono ancora a metà, ma già ho trovato una frase di quelle folgoranti: quella ha proprio bisogno di una bella iniezione di carne cruda.

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