<!– Gli haiku altrui –>

Haiku fulminanti da un indiscusso gigante della poesia
napoletana contemporanea.

Na carta ‘e cinquant’euro
steva llà ‘ncoppa
nisciuno sape niente.
Ma nun arriva ‘a currente?
Aspè, vedi mo’
sta ancora llà ‘n terra.
100 all’ora
200 all’ora
‘e mamme ca chiagneno.
‘na busta ‘e munnezza
si schiatta ‘n terra
saglieno ‘e gguardie.


Tecnicamente non si tratta di veri haiku: non ne hanno la forma metrica
né il kigo. Gli
argomenti poi, anziché essere incentrati sulla bellezza della natura,
sono sociali e di grande attualità: la falsità e rapacità
della gente, gli infortuni sul lavoro, gli incidenti stradali, lo smaltimento
dei rifiuti. Però questi componimenti hanno una qualità zen che
rispetta lo spirito se non la lettera del genere haiku.

Ecco altri due esempi, d’ispirazione simile, che davanti ai nostri occhi
dipingono a colori vividi l’ostilità dell’altro, la difficoltà di
avere dei rapporti umani soddisfacenti, il nulla che ci circonda.


‘na festa d’amici
piacere, piacere
tre ore p’e spartere.


Lui – una parola
io – una parola
‘o rumore d’e paccheri.


Quest’uomo ha un’ispirazione schietta che sfiora la genialità. Si
tratta di un cabarettista/cantante di culto che però non ha mai veramente
sfondato per due motivi:

1) La lingua – usa quasi soltanto il napoletano;

2) L’oscenità – non riesce a rinunciarci; anzi, le zozzerie hardcore sono parte della sua personalità artistica.

Si può dire che la sfera emotiva e la sessualità siano fra gli
argomenti che questo artista ha più a cuore.

Ora includerò qualcuno di suoi haiku davvero osceni a beneficio
di chi non s’impressiona. Gli argomenti sono pregnanti: la gente che è
maligna e ama sparlare; la solitudine; le aspettative degli uomini; le false
promesse.

warning - obscene

[+voglio leggere gli haiku zozzi e non m’impressiono]

Non dite che non vi avevo avvisato…

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