<!– Braccato! –>

Mi viene lo sghiribizzo di vedere l’ultimo Tarantino. Mi viene in extremis: è
l’ultimo giorno di proiezione in un cinema di prima visione e mezza. Ci andrei
volentieri con Akiko, che magari poi indulgiamo anche a un dolcino notturno di
quelli buoni, ma lei è lontana come tutte le donne che significano qualcosa.
Vabbè. Tento di coinvolgere Mario, che mi vuole sempre portare al cinema, ma
proprio oggi ha un chilo di czz suoi da sbrigare. Vabbè. Sento Fausto, che però
peggio che andar di notte: passerà la notte a Cyrodiil. Vabbè, Cyrodiil. Provo a
chiamare Sara, che è
geograficamente avvantaggiata, ma è anti-Tarantino e come prevedibile declina.
Il musicista etnico locale mi dà anche lui buca. Chiamerei una che ho rivisto
dopo tanto tempo la settimana
scorsa
(no, non Piersilvia), ma non ho il numero con me e non voglio fare
giri di telefonate per procurarmelo.

Insomma, alla fine mi decido: non posso lasciarmi influenzare dalla
svaccataggine di chi mi circonda. Vado in ogni caso. Qualcuno lo troverò; e se
non lo trovo, peggio per lei. In effetti una coppia di amici la trovo, così posso
ingollare il drink pre-film in compagnia (per la cronaca: il drink è un old fashioned
passabile).

Bastardi senza gloria – un film di maniera, prevedibile, fumettisticamente violento come al solito: insomma,
delizioso.

Mi rimetto in macchina soddisfatto. Dopo un quarto d’ora, giunto ormai
a 200 metri da casa, vedo una macchina della polizia sistemata in modo
da bloccare quasi del tutto la strada. Non mi fermano. Rallento comunque per
infilarmi nello stretto passaggio lasciato aperto dalla pattuglia. Ho il
finestrino aperto e li sento parlare al walkie-talkie: "Digòs, Xxxxx xxx Xxxxx". Intanto sono arrivato a casa.
Metto la freccia, accosto lentamente. Una macchina scivola alle mie spalle con i
fari spenti tenendosi a rispettosa distanza. Sono carabinieri – due, come al
solito. Scendo lentamente dalla macchina, mi giro verso di loro, che hanno
ancora i fari spenti quindi si vedono bene. Sorrido convinto e accenno un saluto
militare da telefilm. Mentre apro la porta di casa, i militari silenziosi
accendono il motore e fanno manovra per andarsene, ancora a fari spenti.
Seguivano me? Mmh, mi sa che vedo troppi film.

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