<!– Quattro donne da fine anno (no, scemo, so’ cinque!) –>

A casa dell’amico
innominato
eravamo in pochi; forse una dozzina, di cui cinque donne. Di
queste, quattro erano totalmente fattibili.

(quattro? io ho contato, erano cinque, gnikk!)

(Ho detto “totalmente”.)

(ije nun te capisco, secondo me tu si’ ricchione)

Segue lista in stile Nick Hornby.

  • La più interessante è impegnata (per la cronaca: fhenadzamento, non
    martirimonio), ma tanto lui non è un mio amico. È una cantante, ma dilettante,
    quindi non rientra nelle colleghe (che sono intoccabili). Insomma, questa
    tipa rientra nel fair game secondo ogni ragionevole classificazione. Aria
    da gatta morta, alta, coscialunga, sorriso permanente, affascinata dalle mie
    parole e pronta a ridere ad ogni mia battuta. Purtroppo non sembra troppo
    interessata a un affare extraconiugale.
  • La seconda, che poi è ancora più interessante, è una ex
    ancora calda di amico batterista (no, lei non è
    Vanessa,
    e lui non è né l’ex di Vanessa né quello della
    fregatura).
    Ma come fanno ‘sti batteristi a lasciarsi sempre dietro una scia di ex
    intoccabili? Uff. Magari posso informarmi discretamente presso di
    lui, che forse è già proiettato altrove, chissà. Ha l’aria della
    tipa non particolarmente assatanata, ma si sa che in privato
    le sorprese sono frequenti.
  • La terza è la donna di un amico di amici (tranquillo, lui quasi non lo
    conosco). Non ho speranza di rivederla a breve, né sembrava interessata.
    Peccato. Grande gnocca. Matura (over 30), leggermente morbidosa, faccia da porca
    ma rispettabile, tutte le curve al loro posto e una voce fantastica: timbro di
    soprano squillante proprio come piace a me.
  • La quarta è lacuggina.
    Fattibilissima e quasi sicuramente interessata, certamente
    deliziosa suinella nell’alcova, ma ahimè intoccabile.
  • La quinta è una tipa intelligente.

Chissà che a breve non parli di qualcuna di loro.

(aeh, parla parla, ma tu fai solo chiacchiere)

(Ma io intendevo “parlare”, capisc’a mmé, cioè con tutti i dettagli scabrosi!)

(seh seh, vabbuò, se aspetto a te…)

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