<!– Persepolis –>

Rivedo il film di Persepolis, tratto dal fumetto di Marjane
Satrapi, e la mente prende il volo. Ho fatto la conoscenza di Marjane attraverso
il libro a fumetti (un amico me ne ha prestato la versione francese quasi appena
uscita). Da allora, ogni volta che rivedo il film riaffiorano i ricordi di un
viaggio breve ma importante che ho fatto tanti anni fa.

Forse era il periodo della vita, insomma accidenti dell’età; forse è stata
una congiunzione astrale o un caso beffardo; sarà che l’ho affrontato col cuore
aperto e vulnerabile, o forse ero soltanto più tenero; o più probabilmente erano
semplicemente due donne eccezionali incontrate al momento sbagliato – due giorni
di distanza l’una dall’altra – ma quel viaggio è stato un evento determinante
nella mia formazione sentimentale. Della seconda donna non ho mai parlato
con nessuno – neanche con lei.

Vedo Marjane e mi prende il magone: ripenso a Parvin. Le due hanno molto in comune:
l’età, gli studi al liceo francese, una vocazione artistica, un matrimonio
fallito alle spalle col marito ancora laggiù in Iran e lei che scappa, incapace
di sopportare un paese in guerra ininterrotta da decenni, dove per giunta essere
donna è un peccato.

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