<!– Piccola fuga –>


Il panorama dalla mia finestra

Una fuga ci voleva. La settimana scorsa mi sono preso una piccola pausa e
sono volato via. Sono andato da solo, come quasi sempre succede. I potenziali
compagni di viaggio sono sempre tantissimi quando si parla di partire, ma alla
fine si riducono a zero quando si parte sul serio, specialmente se non si tratta
di Natale o Pasqua.

Ho incontrato qualche amico e gli ho lasciato qualche nota registrata; ho
assaggiato delizie che non conoscevo e altre che conoscevo; ho imparato a
contare in una nuova lingua; ho scoperto che alcune donne dall’apparenza
riservata parlano sapendo che non le capisci e senza battere ciglio dicono che
ti si farebbero se in serata non avessi da fare; ho fatto pubblicità al nostro
paese esportando aglianico, grappa e toscani; mi sono cucinato semplici piatti
locali con ingredienti autentici; ho comprato uno strumento musicale
che non imparerò mai a suonare e sono sceso a meno della metà del prezzo
iniziale facendo finta di essere russo e senza il becco di un quattrino.
Insomma: ho respirato aria nuova e sono rimasto con la voglia di tornare, che
poi è la cosa più bella.


Lo studio del mio amico

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