<!– Notti di tuono –>

Questo palazzo è piuttosto movimentato.
Dopo i misteriosi
rumori ritmici
fra mezzanotte e l’una, ieri notte c’è stato un altro
episodio singolare. Finita la sagra quotidiana dello sbatti-sbatti – saranno
state le due e mezza – un uomo inizia a bussare a una porta. Dal tipo di
riverbero che arriva qui attraverso le mura, dev’essere un pianerottolo due o
tre piani più in basso.

Suppongo si tratti di un appartamento senza campanello: lui bussa con i pugni
e con le mani aperte. BUM BUM BUM TAHH BUM TAHH TAHH TAHH… Ogni tanto
grida qualcosa. Non capisco cosa dice. Non sento risposta, soltanto il tuono
instancabile attutito da un paio di piani di scale e le grida baritonali. BUM
TAHH BUM BUM BUM BUM TAHH TAHH BUM…
Non la smette. Sono dieci minuti.
Quindici. M’innervosisco. Non riesco a leggere. Aprigli, cazzo. Aprigli o
ammazzalo. Silenziosamente magari: coltello, non pistola, grazie.

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