<!– Il giardino di limoni –>

Un
altro film con Sara
, poi un bicchiere di
vino e una conversazione sempre interessante.

Il
giardino di limoni
, di Eran Riklis,
si svolge al confine fra Israele e Palestina
ma non si vede neanche un morto ammazzato. Tutto
il conflitto si svolge sul piano umano e legale.
Personaggi chiave della vicenda sono due donne su lati opposti;
una delle due attrici (la palestinese Salma) l’avevo già vista
nell’Ospite inatteso,
dove interpretava l’affascinante
MILF
che per pochi giorni offre all’anziano professore,
ormai rassegnato a un’esistenza grigia e senz’amore,
un cambio di prospettiva che lo resuscita alla vita.

   (gallina vekkia fa buonbrodo, buonbrodo gnikk!)
   (Smettila, prosaico!)
   (ah mo a fessa se kiama cambieprospettiva… nollosapevo)
   (Parli senza neanche aver visto il film! E poi è
un altro film. E poi non scopano.)
   (aha, allora tu pure ci hai fatto caso se chiavano o no!)
   (No, vabbè, che c’entra… mamma che palle che sei, Juanì!)

Mi piace l’attenzione del
regista/sceneggiatore per alcuni dettagli di vita quotidiana.
Il caffè è un buon esempio delle tante differenze
fra le due sponde del confine.
Questa sacra bevanda,
che apprezzo in tutte le sue manifestazioni,
nel film è preparata
dagli ebrei con una
caffettiera a stantuffo
producendo un infuso;
gli "arabi" invece usano un ibriq
e producono un decotto –
il caffè turco
o arabo che dir si voglia.

Il particolare più rivelatore sul piano psicologico è forse
l’uso che Salma fa del foulard per coprirsi i capelli:
quest’uso demarca il confine fra spazio
privato ("a casa mia sto come mi pare") e spazio pubblico
("contegno: sono davanti agli occhi di tutti, in mezzo alla strada"),
almeno per le musulmane perbene – e per alcune terroncelle nostrane:
Cuopriti, Rrosalìa! Rrecompòniti!

C’è più di una scena in cui il gesto di indossare o togliere il foulard
rivela i sentimenti di Salma; quella che mi ha colpito di più è
quando i soldati arrivano per impedirle di accedere al frutteto. Salma, che è
a testa scoperta, si affretta a ricomporsi recuperando
il foulard che tiene avvolto al braccio per coprirsi i capelli.
Era il suo giardino, il suofrutteto, ma la violenza
burocratico-militare degli occupanti l’ha trasformato in
proprietà altrui: un luogo pubblico.

La pagina di Wikipedia Italia che parla del film
contiene proprio un fotogramma da questa scena.
Sarà un caso?

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