<!– La giovane Satomi –>

Satomi è una ragazza sulla soglia dell’adolescenza, appena più giovane di Eliza. Anche Satomi ha l’aspetto da bambina:
corpo minuto e filiforme, visetto infantile. È carina, molto educata e appena un
po’ capricciosa. In altre parole: non è ancora una donna ma è totalmente
femmina. I miei rapporti con lei sono paterni, come se fosse una nipotina.

(io questa nipotina me la vorrei tutta interrogare)

(Caspita, citazione
colta
! Ma hai capito chi è Satomi? È quella bambina che dall’imbarazzo
ti eri tutto rattrappito.)

(oggesù avevo sentito nipotina mi sono imbrogliato
ora ho capito scusa scusa mi sto zitto e comunque mi ero arrugnato per mezzo
dell’acqua fredda)

(Era calda, l’acqua.)

(vabbuò sempre acqua era)

(E poi non avevi detto che stavi zitto?)

(vabbuò)

Le ho risposto calorosamente, invitandola immediatamente; con tutta la
famiglia, magari. Mi farebbe piacere averla come ospite per un po’. Peccato non sia
autonoma: l’ultima volta che l’ho vista non parlava una parola d’inglese, e da
come scrive oggi non sembra che la situazione sia migliorata.

Forse potrei affidarla alle amorevoli cure di Davide, che così avrà
l’occasione di esercitarsi con la conversazione giapponese. Se poi gli estrogeni
avranno prodotto in Satomi i cambiamenti del caso, forse l’esercizio potrà
estendersi ad altre attività; sempre che Davide non sia gay, come talvolta
sospetto.

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