<!– La pipì fuori dal vaso –>

Irene
m’invita ad un concerto che per lei è molto importante: si tratta
della prima data in teatro con un gruppo a nome suo.


Juan, come stai?
Ke fine bella hai
fat? Ci tengo
tanto, DEVI venire
sabato sera al
teatro Xxx di Yyy,
a sentire il nostr
omagg a Ella
Fitzgerald, proget
che finirà nel mio
disco. Il tuo
parere x me è
sacro! Porta ki
vuoi, ingres
gratuito,
ovviamente ci son
Antonio, Brunella,
Angela. H.21.00,
baci da strapaz!

Lei è brava: potrebbe fare la corista pop. Forse non sembra, ma questo è un
complimento perché normalmente da una corista pop ci si aspetta più tecnica che
dalla cantante solista. Irene ha una buona intonazione e un timbro di soprano
che nel registro medio è molto armonioso e sensuale. I registri estremi non
vanno altrettanto bene – aspro e quèquero
quello acuto; privo di corpo e fuori controllo quello grave – ma ad una corista
raramente si chiede di spingersi troppo in alto o troppo in basso. Detto questo,
l’improvvisazione scat è un altro paio di maniche. Bamboleggiare sul tema va
forse bene per il pubblico di Bublé, ma il repertorio di Ella va affrontato con
un altro spirito. Qualcuno dovrebbe dire a Irene che le donne pisciano
sedute. Lei l’ha fatta in piedi ed è finita tutta fuori dal vaso. Che
impudenza, pfui.

Avrei qualche altra osservazione da farle. Per esempio, visto che ha tanta
stima di me, perché la prossima volta che ha un concerto importante non
m’ingaggia? Forse perché si sta scopando tutta la ritmica? Cantanti, pfui…
comunque apprezzo che ci tenga tanto a un mio parere.

(io invece ci tengo molto a un pompino anche vestita va bene basta che si
scopre quelle belle tettone e continua a sorridere gnikk)

(… mentre mi guarda negli occhi, intendi? A me; non a te, amico
mio.)

È una piccola formalità di una decina
di minuti, che sarà mai? In alternativa, perché invece di appiopparmi l’inutile
Brunella non mi ha mai più messo in contatto con quella bambolona single che era
con lei l’ultima volta?

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