<!– Sushi di cetriolo –>

Un invito all’ultimo momento: cena giapponese. Il nostro gruppo è
internazionale, ma il personale del locale è tutto strettamente italiano. Il
sedicente tenpura sembra fatto nella friggitoria sotto da me. Tenpura il
mio dito mignolo. Il sushi di pesce è abbastanza fresco da essere commestibile,
ma perché ci porta anche il sushi di cetrulo?
Fissazione fallica della piacente cameriera o desiderio del titolare di
risparmiare sulle materie prime? La seconda, temo. Pfui.

Conosco soltanto tre persone su undici. Le altre otto sono tutte donne. Una è
giapponese. Che bello, finalmente un po’ di pratica. はい、日本語は少しでも出来ます。勉強は3年間。 L’ho studiato quasi tre anni.
上手ですね。 Grazie, grazie, ありがとう。 Peccato che la tipa sia bruttina.

Un’altra è del nord ma vive quaggiù. Parla bene giapponese ma non ha un
bell’accento. Secondo me è interessata a entrambi – Juan e Juanito. Si siede
vicino a me che sono seduto vicino alla sua amica giapponese. Mi chiede se uso
Facebook.

Un’altra è inglese-giamaicana. Nera come un tizzone, gran culo e denti
bianchissimi un po’ sporgenti. Simpatica. Parla un po’ d’italiano. Ha un forte
accento londinese da working class. Where’d u pick
up yer accen’? I can’ place ya.
Molto simpatica. È l’unica che
come me non si vergogna di ammettere che ha ancora fame. Facciamo subito
comunella. Imito il suo accento che mi piace un sacco. Don’ worry, I know a guy tha’ makes wonderful pizzette, very
convenien’ly located jus’ roun’ the cornah.
Ci allontaniamo complici.
You speak like a bloody Ph.D., with all those complica’ed
words!
Ridiamo. Eppure non so perché, ma non mi attizza. Potrebbe venir
fuori una bella amicizia casta, però.

Un’altra è terroncella – è la più bella di tutte. Fisico quasi da urlo,
nasino all’insù. La ignoro intenzionalmente per tutta la sera – un po’ perché mi
tengo impegnato col giapponese, un po’ perché la moretta londinese è molto più
simpatica, un po’ perché se lasci capire a una terroncella che sbavi per lei hai
chiuso. Dopo la cena si avvicina senza puntare a me. Parla ad alta voce, ride in
modo troppo vistoso. Sospetto che voglia farsi notare dall’unico maschio nuovo.
Come fai di cognome? Hai detto che lo usi Facebook, vero? E due.

Un’altra è anche lei terroncella, ma ha una conversazione nulla ed è pure
orrida. Delete. La bruttezza mi fa male.

Durante la cena ricevo una telefonata. È una che
ha
molto da offrire
. Tento di liberarmene con gentilezza. “Sto cenando,
parliamo dopo?” – seh, magari. Chiudere la telefonata è un affare di stato.
M’incazzo.

Una delle tre persone che conosco mi chiede se la riaccompagno a casa. È una
vecchia amica. In gamba, intelligente, interessante, poliglotta, tutto.
Brutta però. La riaccompagno temendo l’invito a salire per un caffè. No, niente
invito. Sollievo.

Sono a casa. È una settimana che non scrivo niente. Provvedo. E finalmente un
po’ di relax.

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