<!– Ossessivamente affascinante, a tutto tondo –>

Sono preceduto dal culo più bello della città.

Elena non è più di primo pelo: ha superato i trenta da un pezzetto. Ha tette
impeccabili e un bel viso allungato, oltre a una conversazione piacevole e una
bella voce di contralto sonoro; insomma è una donna estremamente attraente a
tutto tondo, ma quello che risalta di più è il tondo fondoschiena – un sedere
perfetto, avvolto da un vestito nero sì ma trasparente, che a un paio d’occhi
allenati non nasconde il perizoma, nero e minimo, che s’insinua fra i glutei
compatti e simmetrici, ben distinti l’uno dall’altro, che fanno su e giù con
movimento ondulatorio irresistibile. Con un po’ di concentrazione si vede ogni
dettaglio, come se lei fosse nuda.

Mentre fisso questa visione paradisiaca che ondeggia a un metro
dai miei occhi,
al mio fianco c’è la fida
Nora,
che me l’ha fatta conoscere appena un’oretta fa.
Abbiamo preso un caffè in un posto alla moda, dove le poltroncine basse
e l’atmosfera intima
favorivano conversazioni intriganti. Le poltroncine basse hanno anche fatto
sì che ogni dubbio residuo sul colore del perizoma di Elena scomparisse
definitivamente.

L’atteggiamento di Elena in più di un’occasione ha tradito il suo desiderio,
non molto diverso dal mio. Il modo in cui si umettava le labbra, si aggiustava i
capelli o cambiava posizione offrendomi uno scorcio istantaneo delle sue gambe
sode e tornite… voglio rivederla assolutamente – meglio se nuda. Mentre
camminiamo, mi confido con Nora, che ormai mi conosce anche troppo bene. “Mica
mi hai presentato un’amica con un sedere di questo tipo sapendo che è una
santarellina?” chiedo ostentando ciglia aggrottate. “Elena una santarellina? Non
credo proprio che tu possa pensare una scemenza del genere!” risponde ridendo
Nora.

Rallento leggermente l’andatura, così da essere al riparo dagli occhi di
Elena mentre Nora ed io continuiamo a chiacchierare. Il succo del mio discorso è
un paragone fra le virtù di Elena e le mie aspirazioni immediate. Scendo anche
molto a fondo nei dettagli, quando necessario. Molto a fondo. A un certo punto
mi viene il dubbio di star esagerando.

Metto su la faccia più innocente che ho e mi rivolgo a Nora:

“Non è che sto esagerando? Per caso t’imbarazzano questi discorsi così
particolareggiati?”.

Lei non smette di sorridere.

“Sono cresciuta con tre fratelli”, dice, “e so bene come funzionano gli uomini.
Siete fatti così!”, simulando sdegno.

“… però”, aggiunge, “non siete proprio tutti uguali. Tu sei un po’ più… come si dice?…”

“… ossessivo?” suggerisco.

“Ossessivo… ecco, sì! Proprio la parola che cercavo. Ossessivo.”

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